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Discover Florence: Il quartiere di San Lorenzo a Firenze

Se la tua vacanza a Firenze è appena iniziata, sarà senz’altro il quartiere di San Lorenzo a darti il benvenuto. A due passi dal Duomo, l’area intorno alla chiesa di San Lorenzo, offre una vasta gamma di cose da vedere e da fare in un perfetto mix di arte e tempo libero: da una passeggiata in tutta tranquillità curiosando tra le bancarelle del mercatino di San Lorenzo, ad una visita alle Cappelle Medicee.

Il modo migliore per apprezzare l’atmosfera del quartiere è quella di farsi un giro a piedi tra le vie per cui si snoda il celebre mercato di San Lorenzo. Se stai cercando un regalo o un souvenir del tuo soggiorno a Firenze, questo è proprio il luogo adatto: potrai trovare piccoli gadgets ma anche abiti e soprattutto accessori in pelle e cuoio per cui l’artigianato fiorentino è rinomato.

Se hai voglia di cimentarti in un piatto di cucina italiana da gustarti nel tuo appartamento in affitto a Firenze, vai a fare la spesa al Mercato Centrale, il più famoso e affollato mercato alimentare di Firenze.

In questo edificio a due piani troverai in abbondanza carne, pesce, verdura e frutta freschi magnificamente disposti sui banchi: sicuramente un meraviglioso spettacolo da vedere e da gustare.

Una visita culturale? Gli spunti non mancano. Puoi iniziare col dare uno sguardo al chiostro dei Canonici e alla Chiesa di San Lorenzo, il cuore del quartiere, continuare con una visita al Palazzo Medici Riccardi, specialmente se è in corso una delle frequenti mostre e concludere poi in bellezza con le bellissime Cappelle Medicee, con le monumentali sculture funerarie di Michelangelo.

Se volete visitare il quartiere di San Lorenzo con una guida privata, date un’occhiata alle nostre Visite guidate di Firenze!

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Cucina Italiana: Bastoncini di pesce e patate dolci al forno

Ingredienti
4 patate dolci 700 g
2 albumi
1 cucchiaino sale 4 g
pepe macinato [facoltativo]
1 cucchiaio olio d’oliva 15 mL
carta da forno
4 filetto di rombo 700 g
85 mL maionese
125 mL pangrattato 65 g
1/2 cucchiaino pepe di Cayenna 1 g
1 cucchiaino origano fresco 1 g
1 pizzico sale [facoltativo] 0.1 g
olio spray
125 mL Salsa tartara 125 mL

Metodo
Preriscaldare il forno a 230°C. Foderare con carta forno una placca capiente e una pirofila. Preparare il pesce per i primi 15 minuti di cottura delle patate dolci e cuocerlo durante gli altri 15 minuti di cottura delle patate stesse.

Patate dolci al forno

1. Patate dolci al forno

2. Pelare le patate dolci e tagliarle a bastoncino di circa 1×8 cm. È importante che questi bastoncini siano di ugual dimensione perché si cuociano in modo uniforme.

3. In un piatto fondo sbattere l’albume con l’olio, il sale e il pepe a piacere. Aggiungere i bastoncini e ricoprirli bene con questo composto. Adagiarli in seguito sulla placca in un unico strato senza ammucchiarli dal momento che devono essere cotti arrosto e non a vapore.

4. Posizionare la placca nella parte inferiore del forno. Cuocere per 15 minuti, dunque, girare i bastoncini una volta e continuare con la cottura per altri 15 minuti.

Pesce al forno

5. Ridurre il pesce a bastoncini di circa 4×8 cm.

6. Preparare 2 piatti fondi: mettere nel primo la maionese; nel secondo mescolare il pangrattato, il pepe di Cayenna, l’origano e sale a piacere. Passare un bastoncino di pesce alla volta prima nella maionese, poi, nel composto di pangrattato assicurandosi di coprire bene tutti i lati.

7. In seguito, adagiare i bastoncini sulla pirofila. Vaporizzare d’olio ciascun pezzo. Posizionare la pirofila nella parte superiore del forno, ovvero, sopra la placca con i bastoncini di patata dolce, e cuocere per 15 minuti.

8. Tirar fuori dal forno il pesce e le patate. Servire subito con la salsa tartara accanto.

Se volete saperne di più sulla cucina italiana o vorreste frequentare un corso per approfondire le conoscenze con un vero chef, date un’occhiata ai nostri corsi di cucina italiana!

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Cucina Italiana: La Colomba di Pasqua

La Colomba di Pasqua è un dolce di origine italiana, servita tradizionalmente a Pasqua. Ecco qui la ricetta!

INGREDIENTI:
500 g di farina
160 g di burro
130 g di zucchero
50 g di lievito di birra
3 uova
150 g di canditi misti (uvetta, cedro e arancia a cubetti)
mandorle dolci q.b.
granella di zucchero q.b.
5 g di sale

PREPARAZIONE:
Sciogliere il lievito con poca acqua tiepida, impastare con questo metà della farina; porre a lievitare in luogo caldo la pasta così ottenuta dentro una scodella infarinata.
Quando la pasta avrà raddoppiato il proprio volume, metterla in un recipiente più grande ed unire il resto della farina, le uova sbattute, il burro fatto sciogliere, lo zucchero ed il sale.

Lavorare con cura la pasta finché non si stacchi da sola dalle pareti del recipiente, coprire con un tovagliolo e far lievitare per un’ora circa.

Unire alla pasta l’uvetta ed i canditi, precedentemente infarinati e setacciati, porre l’impasto in uno stampo a forma di colomba e decorare con le mandorle, quindi spennellare con uovo sbattuto e cospargere di granella di zucchero.

Cuocere a forno medio per 20-25 minuti.

Se volete imparare questa e molte altre ricette tipiche della nostra cucina, l’Istituto Galilei offre corsi di cucina italiana a Firenze, durante tutto l’anno!

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Degustazione di vini a Firenze

I vini Fiorentini e Toscani sono estremamente famosi in tutto il mondo, grazie alle zone di produzione vinicola che circondano la città di Firenze, come la più famosa: il Chianti.

Due delle principali famiglie nobili di Firenze, Antinori e Frescobaldi, hanno iniziato a produrre vino 8 secoli fa, e tra di loro c’è sempre stato un rapporto di estrema rivalità.

A Firenze potrai visitare una “Cantina” per godere di una deliziosa degustazione di vini o una “Enoteca” per fare un tour della produzione del vino. In questi locali avrai la possibilità di provare: Chianti Classico, Brunello di Montalcino e molti altri vini!

Qui di seguito alcune foto dei nostri clienti:

Se volete assaggiare dei vini italiani deliziosi, vi consigliamo le nostre degustazioni a Firenze!

website: www.galilei.it

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Febbraio: il mese dell’Amore ma anche del Carnevale!

Ogni città italiana a Febbraio è invasa da maschere, coriandoli, luci e colori che creano un’atmosfera di festa unica: è il Carnevale. Una festa dalle origini antichissime che oggi rappresenta un evento folcloristico in cui si mescolano tradizioni e divertimento dando vita a spettacoli unici.

Protagonista della festa è il travestimento, “la maschera”, che permette a chiunque, per qualche giorno, di trasformarsi nel personaggio dei propri sogni. Le origini del Carnevale si fanno risalire ai Saturnali romani che si celebravano in onore del nuovo anno. Tuttavia l’etimologia del termine “carnevale” deriva, con molta probabilità, dal latino “carnem levare”: anticamente infatti l’espressione indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno subito prima del periodo di astinenza e digiuno di carne della Quaresima cristiana. Il carnevale infatti, nel calendario liturgico cattolico-romano è collocato tra l’Epifania (6 gennaio) e, appunto, la Quaresima.

Da una festa caratterizzata da uno smodato godimento di cibi, bevande e piaceri sensuali, concessa come sfogo alle classi meno abbienti, occasione di sovvertimento temporaneo dell’ordine sociale, nel corso dei secoli e in aree geografiche lontane, il carnevale si è arricchito di sfumature sempre nuove e diverse, trasformandosi in spettacolo. Da nord a Sud, l’Italia celebra carnevali di antiche tradizioni noti a livello internazionale, che attraggono ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.

fonte: italia.it

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Cosa assaggiare in Toscana

Le origini della cucina regionale sono contadine e popolari, come è evidente dagli ingredienti basilari: pane, anche raffermo, farro, legumi e ortaggi.

Antipasti tipici sono i crostini con un impasto di fegatini di pollo e milza, la panzanella, i salumi tra cui spicca la finocchiona, un particolare salame aromatizzato con il finocchio.

Il primo piatto tipico è composto da zuppe e minestre, tra cui la celebre Ribollita o il minestrone di fagioli, la zuppa di farro, i pici, specie di spaghetti diffusi nel Senese, le pappardelle al sugo di lepre.

Tra i secondi di pesce, molto diffuso è il Cacciucco, insieme alle triglie e lo stoccafisso alla livornese.

Tra i secondi di carne, domina la bistecca alla fiorentina;
molto diffusa è anche la carne di pollo, di faraona, di maiale e infine la cacciagione.

 

Dolci tipici sono il castagnaccio, il buccellato, i cantucci. La produzione dei vini è eccellente per la varietà e la qualità: qui vengono prodotti i vini più pregiati d’Italia, dal Chianti al Vino Nobile di Montepulciano, al Brunello di Montalcino, alla Vernaccia di San Gimignano e molti altri ancora, fino al Vin santo, un vino dolce e liquoroso da gustare insieme ai cantucci.

fonte: italia.it

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Luciano Pavarotti: un tenore italiano

Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007) è stato un tenore italiano.

Ricordato tra i dieci tenori più grandi di tutti i tempi, dalla voce squillante negli acuti e ricca nel mezzo, con un fraseggio chiaro e timbro limpido, era noto anche per la grande umanità e generosità.

Con il Pavarotti & Friends e le sue numerose collaborazioni (fra le quali è da ricordare in particolare la costituzione del gruppo dei Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras), ha consolidato una popolarità che gli ha dato fama mondiale anche al di fuori dell’ambito musicale, tanto da essere considerato uno dei più grandi tenori italiani di tutti i tempi. Con oltre 100 milioni di copie vendute nel mondo, si stima sia, anche per vendite, fra i primissimi cantanti di ogni genere musicale, nonché il cantante italiano di maggior successo a livello internazionale. Con Enrico Caruso, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Beniamino Gigli e Tito Schipa, permane uno dei tenori “storici” di notorietà mondiale.

fonte: Wikipedia

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Istituto Galilei

Tra tutte le scuole di lingua e cultura italiana per stranieri in Italia, l’istituto Galilei è una delle più prestigiose.

La scuola di lingua italiana, fondata nel 1985 nel centro di Firenze, fornisce servizi linguistici di alta qualità, aperti a privati e dipendenti di compagnie multinazionali che hanno bisogno di imparare la lingua italiana in tempi notevolmente brevi o di perfezionarla ai massimi livelli. Per poter garantire risultati concreti in poco tempo l’Istituto Galilei si è specializzato in corsi individuali e per piccoli gruppi con massimo 4 partecipanti per classe.

In pochissimi anni, la qualità dei nostri corsi, l’affidabilità dei programmi e l’attenzione rigorosa all’individuo e ai suoi bisogni linguistici, ci hanno consentito di collaborare con le maggiori aziende del mondo, molte delle quali sono diventate nostri clienti abituali.

Oggi, la scuola offre anche corsi di cultura italiana, individuali e per piccoli gruppi: corsi di storia dell’arte, di cucina italiana e di disegno & pittura (tenuti in italiano, inglese e su richiesta anche in altre lingue). Grazie a questi corsi, l’Istituto Galilei offre un servizio completo, che spazia dalla lingua agli aspetti più caratteristici della cultura italiana.

Istituto Galilei

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Firenze curiosa: Caffè storici di Firenze

Conoscere Firenze, attraverso i suoi palazzi, i suoi monumenti e i suoi musei è certamente un modo efficace per scoprire il fascino della città medicea, rimasto intatto nel corso dei secoli. Visitare i suoi caffè storici, però, equivale a rubare parte della sua anima e della sua storia. Si scoprirà così che la fortuna di alcune delle vie e delle piazze più famose di Firenze è legata proprio a questi importanti luoghi d’incontro. È questo il caso di Piazza della Repubblica, una delle più belle piazze di Firenze. Al contrario di quello che si può pensare la sua fama non viene però dall’architettura e dal suo famoso arco, ma dai caffè letterari che le fanno da cornice: il caffè Le Giubbe Rosse, il caffè Gilli e il Caffè Paszkowski. Tutti e tre in misura diversa coinvolti in uno dei maggiori fenomeni culturali del XX secolo, il Futurismo, movimento artistico e letterario all’insegna dei miti della modernità: forza, velocità e potenza, come incarnazioni della tecnica e del progresso.

Le Giubbe Rosse
Il caffè Le Giubbe Rosse del 1827, prende il nome dagli abiti dei camerieri che portavano, appunto, delle giubbe rosse e nei primi anni del ‘900 era la meta preferita di molti intellettuali dell’epoca. Tuttavia, dopo la pubblicazione del Manifesto Futurista del 1909 divenne sede fissa dei futuristi fiorentini e in particolare di Tommaso Filippo Marinetti, Umberto Boccioni e Carlo Carrà, trasformandosi successivamente in un luogo di incontro per letterati e artisti italiani e stranieri. Era stato inizialmente un circolo scacchistico – si narra che ospitò Lenin – e non perderà mai veramente questa sua vocazione. Nel periodo tra le due guerre mondiali ospita la famosa rivista “Solaria” che farà conoscere agli italiani scrittori come Joyce, Kafka e Virginia Woolf.

Le sue pareti accolgono tutt’oggi mostre personali e s’adornano di quadri futuristi e neo-futuristi in un ambiente elegante, ma informale dove è possibile degustare piatti tipici della cucina fiorentina. Molte sono anche le foto, i disegni e le memorie dei suoi celebri frequentatori. È ancora oggi un polo della cultura e dell’arte.

Caffè Concerto Paszkowski
Il Caffè Concerto Paszkowski nacque nel lontano 1846 come birreria,ma divenne presto un Caffè Concerto dove si esibiva la famosa banda Paszkowski e una, rarissima per l’epoca, orchestra femminile. Anche questo caffè-birreria divenne presto luogo d’incontro dei protagonisti della letteratura e dell’arte del ‘900; nel primo dopoguerra la sua vocazione musicale si rivolgerà decisamente verso il cabaret. Ancora oggi questa antica tradizione musicale è ben rappresentata dagli artisti che lì si esibiscono. Vi si svolgono anche convegni e sfilate di moda, mentre le sue sale da tè rappresentano una meta obbligata per gli stranieri in visita che vogliono concedersi una sosta. Dal 1991 è stato dichiarato monumento nazionale.

Caffè Gilli
A inizio secolo anche il Caffè Gilli diviene un elegante caffè letterario, frequentato da artisti e intellettuali come Marinetti e Ardengo Soffici. Una caffetteria in stile Belle Époque con pareti color avorio, lampadari di Murano, soffitti affrescati ed archi che confermano il buon gusto e l’accoglienza dei fiorentini.

Moltissime le testimonianze fotografiche di artisti internazionali immortalati all’interno delle sue sale. Ma è all’esterno del Caffè Gilli che venne scattata la famosa fotografia di Ruth Orkin, intitolata American girl in Italy 1951. La foto, che ritrae la ventitreenne americana Ninalee Craig camminare sul marciapiede davanti al bar, circondata dagli sguardi ammirati dei suoi giovani frequentatori, è divenuta nel tempo una conosciutissima icona del cinema e della fotografia.

fonte: Italia.it

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Ferragosto

credits (video): Learn Italian with Italiano Automatico

Il Ferragosto è una festività di origine antichissima – nella Roma imperiale denominata Feriae Augusti – modernamente celebrata il 15 agosto in Italia e nella Repubblica di San Marino.

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle già esistenti festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium”, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.

In occasione del Ferragosto i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.
La festa originariamente cadeva il 1º agosto. Lo spostamento si deve alla Chiesa Cattolica, che volle far coincidere la ricorrenza laica con il giorno liturgico dell’Assunzione di Maria.

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fonte: wikipedia