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Italian tradition: La mimosa per la Festa delle Donne

La mimosa

In Italia, per festeggiare la Giornata Internazionale della donna, l’8 marzo, si regalano sempre le mimose.

Ma sapete perché, tra tanti fiori, proprio la mimosa è stata scelta come “regalo doc” per questa giornata?

Come potete notare, i fiori della mimosa sono luminosi, allegri, solari, all’apparenza delicati, ma in realtà forti e orgogliosi, proprio come una donna!

La sua fama come simbolo della festa della Donna è inoltre legata a eventi storici molto importanti:
Nel 1946, l’U.D.I. (Unione Donne Italiane) cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della Donna del dopoguerra. La scelta fu quasi obbligata: la mimosa è una delle poche piante a fiorire all’inizio di marzo. Inoltre aveva il vantaggio di essere poco costosa data la situazione del periodo.

Se volete saperne di più sulla tradizione e cultura italiana, date un’occhiata ai nostri corsi di cultura italiana!

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To-do in Florence: Un San Valentino pieno di dolcezza!

Siete pronti per il giorno di San Valentino? O dovete ancora organizzare qualcosa per la persona che amate, ma non avete ancora la più pallida idea di cosa fare?

Come tutti gli anni, a Firenze vi è la possibilità di trascorrere la giornata dell’amore con tanta dolcezza! Questa romantica città offre infatti in piazza Santissima Annunziata un evento molto speciale dedicato esclusivamente alla dolcezza!!

La fiera del cioccolato 2017 vi dà nuovamente il benvenuto con un programma molto interessante e con molte dolci sorprese!

Tutte le informazioni sul programma e sull’orario di apertura possono essere trovate sul sito ufficiale della fiera: http://www.fieradelcioccolato.it/

Se vuoi stupire le persone che ami preparando loro dei deliziosi ingredienti e piatti, vieni a dare un’occhiata ai nostri corsi di cucina!

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Firenze curiosa: Un amore infinito al Palazzo Grifoni

Firenze è una città meravigliosa, infatti non c’è bisogno di molti sforzi per innamorarsi di essa. Questa
città italiana è un museo vivente, dove ogni strada, vicolo ed edificio racchiude storie.
Il fascino indiscutibile di Firenze provviene non solo da tutte le opere d’arte presenti in tutte le strade, ma anche da tutti i dettagli impercepibili nascosti, elementi non facilmente visibili a prima vista.

Ora vi svelerò uno di questi elementi nascosti che vi stupirà sicuramente:

Piazza_Annunziata
Palazzo Grifoni

All’angolo fra Piazza Santissima Annunziata e Via dei Servi vi è il Palazzo Grifoni (più conosciuto come Palazzo Budini-Gattai), un edificio rosso mattone. Osservando il palazzo dalla piazza si può notare una finestra sempre aperta.

Una delle tante leggende fiorentine meno conosciute narra di una famiglia Grifoni che abitò in questo palazzo per secoli. Si dice che verso la fine del sesto secolo, un figlio dei Grifoni andò in guerra (ciò non era raro all’epoca) e fu così costretto a lasciare la sua amata moglie.

Piazza_Annunziata1
La finestra aperta

La bella signora corse verso la finestra per salutare suo marito per un ultima volta e per vederlo
allontanarsi sempre di più. La leggenda ci narra che la moglie trascorse la sua vita intera accanto alla finestra, nella speranza di rivedere di nuovo il suo amato marito. L’amore della sua vita non ritornò mai a casa, e quando ella morì, la finestra fu chiusa.

Esistono due versioni differenti di questa storia:

Alcune persone dicono che i vicini dei due amanti furono così commossi dalla tragica storia d’amore dei due che decisero di riaprire la finestra.

Altri dicono invece che quando la finestra fu chiusa, i quadri caddero dalle pareti, gli oggetti volteggiarono impazziti per la stanza e i mobili scricchiolarono sotto lenti movimenti. Dal momento in cui una serva riaprì la finestra, tutto si calmò. Questo ci fa capire che l’amore della donna è ancora in quel posto e che il suo spirito aspetterà probabilmente il ritorno di suo marito per sempre.

Nessuno sa il nome della donna e nessuno saprà mai quale delle due versioni è quella vera.

Per altre storie e leggende fiorentine, non perdetevi i nostri tour di storia di Firenze!

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Discover Florence: Il Corridoio Vasariano

Corridoio Vasariano

Una delle cose più memorabili da poter fare a Firenze è visitare il Corridoio Vasariano. Alcune persone non capiscono dove sia questo meraviglioso corridoio segreto della famiglia Medici. Infatti esso non è facilmente visibile né facilmente accessibile per motivi di sicurezza.

Il Corridoio Vasariano è un percorso sopraelevato lungo circa 1km, costruito nel 1565 in soli cinque mesi per volere del granduca Cosimo I de’ Medici. L’intero progetto è stato realizzato da Giorgio Vasari, dal quale il corridoio ha preso il nome.

Galleria dei dipinti

Il granduca Cosimo I de’ Medici ha fatto costruire questo passaggio in concomitanza del matrimonio tra suo figlio Francesco I de’ Medici e Giovanna d’Austria. Il suo vero e proprio scopo era quello di riuscire a muoversi liberamente e senza pericoli dalla sua residenza, Palazzo Pitti, al palazzo del governo, Palazzo Vecchio. Infatti, egli non si sentiva molto al sicuro dal momento in cui abolì l’antica Repubblica fiorentina. Il mercato delle carni che si svolgeva su Ponte Vecchio fu trasferito per evitare cattivi odori al passaggio del granduca e al suo posto furono spostate le botteghe degli orafi che ancora oggi occupano il ponte.

Oltrepassato l’Arno, il corridoio passa sopra il loggiato della chiesa di Santa Felicita, fino ad arrivare finalmente al Giardino di Boboli e agli appartamenti di Palazzo Pitti. Nel Corridoio Vasariano sono esposti oltre 1000 dipinti, realizzati tra il XVII ed il XVIII secolo, e un’importante collezione di autoritratti di alcuni dei più grandi artisti del periodo compreso tra il XVI ed il XX secolo, inclusi Giorgio Vasari, Andrea del Sarto, Bernini, Canova, Delacriox, Chagal e molti altri.

Il Corridoio Vasariano può essere visitato solo attraverso visite guidate organizzate da alcune agenzie di viaggio. I costi sono abbastanza elevati, tuttavia, ne varrà sicuramente la pena!

Se volete visitare il Corridoio Vasariano con una guida privata, date un’occhiata alle nostre Visite guidate di Firenze!

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Firenze curiosa: Il Rifrullo del Diavolo

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenzeVenendo a Firenze, se passate da piazza Duomo non si può fare a meno del vento che soffia sempre nella piazza (che in inverno si tramuta in vento di tramontana).

Quel vento è ben noto ai fiorentini, che lo conoscono come il “rifrullo del diavolo”, un curioso fenomeno atmosferico che, come molte delle “stranezze” di Firenze, nasconde le sue origini in una inquietante leggenda!

 

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenze Si racconta infatti che un giorno, non sappiamo di che epoca, il diavolo stesse inseguendo un prete lungo le strade di Firenze, cercando in tutti i modi di rubargli l’anima. Una volta arrivati di fronte alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, il povero prete disse al demonio che, prima di subire la dannazione eterna, chiese al diavolo di concedergli un ultimo desiderio: avrebbe voluto pregare per un’ultima volta. Il diavolo acconsentì alla richiesta del prete, che entrò in Chiesa. Il diavolo nel frattempo si appoggiò al Duomo nell’attesa che il prete ne uscisse.

Il prete ovviamente approfittò della distrazione del demonio per fuggire, scappando attraverso un’altra delle numerose porte della Cattedrale, senza che Lucifero se ne accorgesse.

 

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenze Nel frattempo Satana, annoiato per la lunga attesa, aveva cominciato a sbuffare, sollevando così una brezza nella piazza. Una volta scoperto l’inganno con cui il prete si era fatto beffe di lui, il soffio diabolico si tramutò in un vero e proprio turbine.

Da allora, il rifrullo del diavolo non è mai cessato: ancora oggi il respiro del demonio aspetta invano nella piazza che il suo prescelto esca dalla Cattedrale…

Se volete saperne di più sulla storia e sui misteri di Firenze, ricordatevi che i nostri corsi di storia di Firenze e le nostre visite guidate sono aperte a tutti

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Cucina Italiana: La pappa al pomodoro

ricetta pappa al pomodoro, ricette italiane, ricette toscane. corsi di cucina italianaLa pappa al pomodoro è uno di quei piatti che meglio rappresenta la tradizione culinaria fiorentina e toscana in generale: fatta di ingredienti semplici che, combinati accuratamente, regala piatti gustosi e saporiti!

Vediamo gli ingredienti:

350 gr circa di pane toscano raffermo
500 gr di pomodori toscani maturi (costoluti insomma)
olio extravergine di oliva
sale e peperoncino
aglio
basilico
1 lt di brodo vegetale

ricetta pappa al pomodoro, ricette italiane, ricette toscane. corsi di cucina italianaIl procedimento:
– pelare i pomodori (sono maturi, quindi non c’è bisogno di passarli nell’acqua bollente), eliminare i semi e tagliarli in pezzi piccoli.

– far scaldare in una pentola olio e aglio. Appena l’aglio sprigiona il suo aroma,  aggiungere i pomodori e alcuni gambi di basilico.

– salare, aggiungere il peperoncino e lasciar cuocere la salsa per qualche minuto coprendo la pentola.

– tagliare il pane a pezzetti piccoli e farlo ammorbidire nel brodo vegetale tiepido. Strizzare leggermente ed aggiungere il pane al pomodoro.

– far cuocere girando sempre, per circa 15/20 minuti, finché la “pappa” comincia a prendere forma. Nel caso dovesse risultare troppo asciutta basta bilanciare la consistenza versando un mestolo di brodo.

– aggiungere delle foglie di basilico fresco strappato con le mani e lasciar riposare per un’oretta buona.

La pappa al pomodoro va servita tiepida con una spolverata di pepe e un poco di olio extravergine.

E ora… Buon Appetito!!!

Se volete saperne di più sulla cucina italiana o vorreste frequentare un corso per approfondire le conoscenze con un vero chef, date un’occhiata ai nostri corsi di cucina italiana!

 

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Firenze curiosa: le buchette del vino

Firenze è una città ricca non solo di arte e storia, ma anche di segreti curiosi e intriganti.

Oggi vi parleremo del mistero di antichi tabernacoli dedicati ad un prodotto molto importante della cultura e dell’economia della Città.

Se siete stati a Firenze, molto probabilmente girovagando nelle strade del centro avrete visto delle “buchette” (piccole aperture) al piano terra delle facciate dei palazzi nobiliari.
Queste buchette sono tutte molto simili tra loro: hanno la forma di una piccola porta con un arco superiore, decorato da una cornice con una punta a goccia, e chiuse da un sportello in legno.

A cosa servivano queste buchette? buchetta vinoEbbene si tratta di veri e propri “Tabernacoli del vino”.

La loro origine risale a molti secoli fa: alla fine del ‘400 infatti, il commercio di stoffe e lino, motore trainante dell’economia fiorentina medioevale e rinascimentale, comincia ad incontrare la forte concorrenza dei paesi del nord, soprattutto dell’Inghilterra.

I nobili, i banchieri e i mercanti fiorentini cercarono quindi nuovi mercati e decisero di investire o loro capitali terreni e possedimenti. I nuovi proprietari terrieri investirono sui prodotti alimentari caratteristici della zona ed in particolare sul vino. Le buchette sono la conseguenza del forte investimento nella produzione vinicola.

tour Firenze, leggende fiorentine, tour Firenze segretaAttraverso queste aperture i produttori vendevano direttamente il loro vino per strada, senza ricorrere ad altri intermediari, come per esempio le osterie. Le buchette erano poste al piano terreno in corrispondenza alla cantina interna per consentire una vendita al dettaglio semplice e veloce.

Provate a bussare quando ne trovate una, magari un buon mercante dei tempi antichi potrebbe farvi assaggiare il vino nuovo 😉

Vi è piaciuta questa storia? Allora vi piaceranno anche i nostri tour guidati di Storia di Firenze!

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Firenze curiosa: La Berta

Una delle cose più belle di Firenze è che ad ogni angolo, se alzi la testa e ti guardi intorno, hai sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.
E non stiamo parlando solo di belle Chiese e Palazzi antichi, ma proprio di vere e proprie curiosità, magari legate a storie e leggende particolari, come quella che vi stiamo per raccontare:

Vicino la Cattedrale di Santa Maria del Fiore si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nel lato del campanile che guarda via dei Cerretani potrete notare come ci sia una “testa pietrificata” incastonata nei mattoni: si tratta della “Berta”.

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La Berta in Santa Maria Maggiore

Due storie molto diverse ci raccontano la sua probabile origine:

Secondo una scuola di pensiero, pare che questa testa si trovi lì dal lontano 1326 per colpa di Cecco d’Ascoli (un astrologo condannato al rogo). L’uomo mentre veniva condotto a morire lanciò una maledizione a una donna che, negandogli dell’acqua, gli aveva impedito di salvarsi dalle fiamme (aveva stretto un patto col diavolo).
Secondo altri invece, la Berta sarebbe una fruttivendola che regalò alla chiesa una campana che potesse essere usata per avvisare con i suoi rintocchi i cittadini dell’apertura e della chiusura delle porte cittadine.
Questo piccolo busto non è quindi altro che il segno del riconoscimento dei fiorentini nei confronti della Berta.

Quale delle due storie sia vera? Non lo sappiamo, sta a voi scegliere a quale credere 😉

Per altre storie e leggende fiorentine, non perdetevi i nostri tour di storia di Firenze!

 

 

 

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Cucina Italiana: Bucatini all’Amatriciana

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guanciale di maiale

L’amatriciana o matriciana è piatto tipico della tradizione italiana, conosciuto e apprezzato in ogni regione. Il nome deriva da Amatrice, cittadina in provincia di Rieti. Gli ingredienti principali sono guanciale, formaggio pecorino (romano) e pomodoro.

Nell’Ottocento e sino all’inizio del Novecento la popolarità della pietanza a Roma si accrebbe considerevolmente. Questo avvenne a causa degli stretti contatti tra Roma ed Amatrice. Molti osti e ristoratori della città erano originari di Amatrice, così che il termine “Matriciano” venne a significare “locanda con cucina”.

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bucatini

La pasta all’Amatriciana fu molto bene accolta e venne rapidamente considerata un classico della cucina romana.

Ma veniamo alla ricetta!

Anche se è possibile utilizzare qualsiasi tipo di pasta, la tradizione vuole che si usino i bucatini (dei grandi spaghetti, forati al centro).

Ti servono:

  • 400 g di bucatini (oppure spaghetti o spaghettoni)
  •  300 g di pomodori pelati (in stagione 4-5 pomodori rossi maturi
  •  150 g di guanciale stagionato a fette spesse
  • 60-70 g circa di pecorino (delicato e non troppo salato) grattugiato
  •  1 peperoncino
  •  1/2 bicchiere di vino bianco secco e acidulo
  •  olio extravergine di oliva
  •  sale e pepe

Porta ad ebollizione l’acqua per la cottura della pasta. Nel frattempo, taglia a dadini il guanciale eliminando le parti dure (cotenna) e metti sul fuoco una padella antiaderente e quando sarà ben calda unisci il guanciale e fallo rosolare a fuoco basso, con un filo d’olio.

Aggiungi i pomodori scottati, sbucciati e spezzettati e falli cuocere a fuoco vivo per una decina di minuti; regola di sale, pepe e togli dal fuoco. Appena l’acqua per la pasta bolle, aggiungi il sale e i bucatini fino a farli cuocere. Scolali al dente, condisci con il sugo preparato, cospargi con il pecorino e mescola il tutto.

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bucatini all’amatriciana

Per apprezzare al meglio il piatto, metti i bucatini all’Amatriciana nei piatti e aggiungi altro pecorino grattugiato prima di servire.

Godetevi questa deliziosa ricetta in compagnia, accompagnata da un buon calice di vino italiano! Buon appetito!!

Se volete imparare questa e molte altre ricette tipiche della nostra cucina, l’Istituto Galilei offre corsi di cucina italiana a Firenze, durante tutto l’anno!