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Ferragosto

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Il Ferragosto è una festività di origine antichissima – nella Roma imperiale denominata Feriae Augusti – modernamente celebrata il 15 agosto in Italia e nella Repubblica di San Marino.

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle già esistenti festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium”, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.

In occasione del Ferragosto i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.
La festa originariamente cadeva il 1º agosto. Lo spostamento si deve alla Chiesa Cattolica, che volle far coincidere la ricorrenza laica con il giorno liturgico dell’Assunzione di Maria.

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fonte: wikipedia

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Firenze curiosa:

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Firenze è una delle città d’arte più importanti e affascinanti d’Italia, visitata ogni anno da una moltitudine di turisti provenienti dal mondo intero.
Florentia: questo è il nome antico dell’attuale Firenze, la città che ha attraversato e segnato la storia del nostro Paese  e dell’Europa e non a caso è stata capitale d’Italia per alcuni anni. Culla della cultura e delle lingua italiana, è considerata anche il simbolo del Rinascimento, poiché ha vissuto il suo massimo splendore nei secoli XV e XVI, quando si è contraddistinta per il suo potere politico e la ricca fioritura culturale e artistica.
Durante la dinastia dei Medici e in particolare sotto la Signoria di Lorenzo il Magnifico e di Cosimo I, la città è stata tra i centri culturali più importanti d’Europa.

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Cucina Italiana: Italia, il paese del gusto

L’Italia è da sempre sinonimo del mangiar bene: un’esplosione inconfondibile di gusti, sapori e profumi. La sua cucina, più rinomata al mondo,  propone più di ogni altra un’incredibile varietà di piatti e di ricette diverse per ogni comune, provincia, regione.

cucina italiana

Da non perdere gli itinerari del gusto, un viaggio nella cultura gastronomica italiana, alla ricerca di sapori antichi, prodotti genuini, cibi semplici che si rifanno alla cucina classica o propongono piatti innovativi ispirati alla tradizione.

Il famoso Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma o San Daniele, l’aceto balsamico di Modena, il pesto alla Genovese, la mozzarella di bufala campana, il tartufo di Alba sono solo alcuni dei prodotti che fanno del Bel Paese la terra del gusto. E come dimenticare la pasta o la pizza che in tutto il mondo sono sinonimo di Italia?

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Se volete saperne di più sulla cucina italiana o vorreste frequentare un corso per approfondire le conoscenze con un vero chef, date un’occhiata ai nostri corsi di cucina italiana!

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Firenze curiosa: Firenze e lo Scoppio del Carro

Tra gli avvenimenti Pasquali più caratteristici del centro Italia c’è la celebrazione dello Scoppio del Carro a Firenze, magnifico capoluogo toscano, nonché patrimonio Unesco dal 1982.

Si tratta di una celebrazione che risale ai tempi della prima crociata, indetta per liberare il Santo Sepolcro dalle mani degli infedeli.

Secondo la tradizione, a un crociato fiorentino che salì per primo sulle mura di Gerusalemme, furono donate tre schegge del Santo Sepolcro, oggi conservate nella Chiesa di Santi Apostoli.
Ad avviso degli storici, liberata Gerusalemme, nel giorno del Sabato Santo, i crociati si radunarono nella Chiesa della Resurrezione e consegnarono a tutti il fuoco benedetto come simbolo di purificazione.

A questa cerimonia risale l’usanza pasquale dei fiorentini che si recavano nella cattedrale e accendevano una piccola torcia dal fuoco santo – acceso a sua volta con le scintille sprigionate dallo sfregamento delle tre schegge – per poi andare in processione per la città e portare il fuoco santo in ogni casa. Con l’andar del tempo lo svolgimento della festa divenne sempre più articolato per cui venne introdotto l’uso di trasportare il fuoco santo con un carro dove ardevano i carboni infuocati. Verso il Trecento si usarono i fuochi artificiali per lo “scoppio del carro”.

Lo Scoppio del Carro

Un carro viene trasportato da buoi bianchi dal Piazzale del Prato fino alla Chiesa dei Santissimi Apostoli di Firenze e una colomba, che altro non è che un razzo dalle sembianze di un bianco piccione, incendia i fuochi d’artificio contenuti nel carro.

Più precisamente, viene tesa una corda che parte dal coro della chiesa e arriva sino al carro e su cui viene fatta scivolare la colomba; una volta incendiati gli artifici, la colombina deve tornare indietro all’Altare Maggiore, da dov’è partita, ripercorrendo da sola il percorso.
La tradizione vuol che se lo scoppio risulta perfetto e la colombina ritorna sino all’altare senza problemi per Firenze si preannuncia un anno positivo ed infatti questa festa ha sempre richiamato una gran folla di turisti, di cittadini e soprattutto di numerosi contadini della campagna fiorentina che traevano gli auspici per il raccolto dal felice esito. L’ultima volta che “il ritorno” non ebbe buon esito, fu il 1966, anno in cui ci fu l’alluvione.

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Italian tradition: La mimosa per la Festa delle Donne

La mimosa

In Italia, per festeggiare la Giornata Internazionale della donna, l’8 marzo, si regalano sempre le mimose.

Ma sapete perché, tra tanti fiori, proprio la mimosa è stata scelta come “regalo doc” per questa giornata?

Come potete notare, i fiori della mimosa sono luminosi, allegri, solari, all’apparenza delicati, ma in realtà forti e orgogliosi, proprio come una donna!

La sua fama come simbolo della festa della Donna è inoltre legata a eventi storici molto importanti:
Nel 1946, l’U.D.I. (Unione Donne Italiane) cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della Donna del dopoguerra. La scelta fu quasi obbligata: la mimosa è una delle poche piante a fiorire all’inizio di marzo. Inoltre aveva il vantaggio di essere poco costosa data la situazione del periodo.

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To-do in Florence: Un San Valentino pieno di dolcezza!

Siete pronti per il giorno di San Valentino? O dovete ancora organizzare qualcosa per la persona che amate, ma non avete ancora la più pallida idea di cosa fare?

Come tutti gli anni, a Firenze vi è la possibilità di trascorrere la giornata dell’amore con tanta dolcezza! Questa romantica città offre infatti in piazza Santissima Annunziata un evento molto speciale dedicato esclusivamente alla dolcezza!!

La fiera del cioccolato 2017 vi dà nuovamente il benvenuto con un programma molto interessante e con molte dolci sorprese!

Tutte le informazioni sul programma e sull’orario di apertura possono essere trovate sul sito ufficiale della fiera: http://www.fieradelcioccolato.it/

Se vuoi stupire le persone che ami preparando loro dei deliziosi ingredienti e piatti, vieni a dare un’occhiata ai nostri corsi di cucina!

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Firenze curiosa: Un amore infinito al Palazzo Grifoni

Firenze è una città meravigliosa, infatti non c’è bisogno di molti sforzi per innamorarsi di essa. Questa
città italiana è un museo vivente, dove ogni strada, vicolo ed edificio racchiude storie.
Il fascino indiscutibile di Firenze provviene non solo da tutte le opere d’arte presenti in tutte le strade, ma anche da tutti i dettagli impercepibili nascosti, elementi non facilmente visibili a prima vista.

Ora vi svelerò uno di questi elementi nascosti che vi stupirà sicuramente:

Piazza_Annunziata
Palazzo Grifoni

All’angolo fra Piazza Santissima Annunziata e Via dei Servi vi è il Palazzo Grifoni (più conosciuto come Palazzo Budini-Gattai), un edificio rosso mattone. Osservando il palazzo dalla piazza si può notare una finestra sempre aperta.

Una delle tante leggende fiorentine meno conosciute narra di una famiglia Grifoni che abitò in questo palazzo per secoli. Si dice che verso la fine del sesto secolo, un figlio dei Grifoni andò in guerra (ciò non era raro all’epoca) e fu così costretto a lasciare la sua amata moglie.

Piazza_Annunziata1
La finestra aperta

La bella signora corse verso la finestra per salutare suo marito per un ultima volta e per vederlo
allontanarsi sempre di più. La leggenda ci narra che la moglie trascorse la sua vita intera accanto alla finestra, nella speranza di rivedere di nuovo il suo amato marito. L’amore della sua vita non ritornò mai a casa, e quando ella morì, la finestra fu chiusa.

Esistono due versioni differenti di questa storia:

Alcune persone dicono che i vicini dei due amanti furono così commossi dalla tragica storia d’amore dei due che decisero di riaprire la finestra.

Altri dicono invece che quando la finestra fu chiusa, i quadri caddero dalle pareti, gli oggetti volteggiarono impazziti per la stanza e i mobili scricchiolarono sotto lenti movimenti. Dal momento in cui una serva riaprì la finestra, tutto si calmò. Questo ci fa capire che l’amore della donna è ancora in quel posto e che il suo spirito aspetterà probabilmente il ritorno di suo marito per sempre.

Nessuno sa il nome della donna e nessuno saprà mai quale delle due versioni è quella vera.

Per altre storie e leggende fiorentine, non perdetevi i nostri tour di storia di Firenze!

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Discover Florence: Il Corridoio Vasariano

Corridoio Vasariano

Una delle cose più memorabili da poter fare a Firenze è visitare il Corridoio Vasariano. Alcune persone non capiscono dove sia questo meraviglioso corridoio segreto della famiglia Medici. Infatti esso non è facilmente visibile né facilmente accessibile per motivi di sicurezza.

Il Corridoio Vasariano è un percorso sopraelevato lungo circa 1km, costruito nel 1565 in soli cinque mesi per volere del granduca Cosimo I de’ Medici. L’intero progetto è stato realizzato da Giorgio Vasari, dal quale il corridoio ha preso il nome.

Galleria dei dipinti

Il granduca Cosimo I de’ Medici ha fatto costruire questo passaggio in concomitanza del matrimonio tra suo figlio Francesco I de’ Medici e Giovanna d’Austria. Il suo vero e proprio scopo era quello di riuscire a muoversi liberamente e senza pericoli dalla sua residenza, Palazzo Pitti, al palazzo del governo, Palazzo Vecchio. Infatti, egli non si sentiva molto al sicuro dal momento in cui abolì l’antica Repubblica fiorentina. Il mercato delle carni che si svolgeva su Ponte Vecchio fu trasferito per evitare cattivi odori al passaggio del granduca e al suo posto furono spostate le botteghe degli orafi che ancora oggi occupano il ponte.

Oltrepassato l’Arno, il corridoio passa sopra il loggiato della chiesa di Santa Felicita, fino ad arrivare finalmente al Giardino di Boboli e agli appartamenti di Palazzo Pitti. Nel Corridoio Vasariano sono esposti oltre 1000 dipinti, realizzati tra il XVII ed il XVIII secolo, e un’importante collezione di autoritratti di alcuni dei più grandi artisti del periodo compreso tra il XVI ed il XX secolo, inclusi Giorgio Vasari, Andrea del Sarto, Bernini, Canova, Delacriox, Chagal e molti altri.

Il Corridoio Vasariano può essere visitato solo attraverso visite guidate organizzate da alcune agenzie di viaggio. I costi sono abbastanza elevati, tuttavia, ne varrà sicuramente la pena!

Se volete visitare il Corridoio Vasariano con una guida privata, date un’occhiata alle nostre Visite guidate di Firenze!

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Firenze curiosa: Il Rifrullo del Diavolo

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenzeVenendo a Firenze, se passate da piazza Duomo non si può fare a meno del vento che soffia sempre nella piazza (che in inverno si tramuta in vento di tramontana).

Quel vento è ben noto ai fiorentini, che lo conoscono come il “rifrullo del diavolo”, un curioso fenomeno atmosferico che, come molte delle “stranezze” di Firenze, nasconde le sue origini in una inquietante leggenda!

 

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenze Si racconta infatti che un giorno, non sappiamo di che epoca, il diavolo stesse inseguendo un prete lungo le strade di Firenze, cercando in tutti i modi di rubargli l’anima. Una volta arrivati di fronte alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, il povero prete disse al demonio che, prima di subire la dannazione eterna, chiese al diavolo di concedergli un ultimo desiderio: avrebbe voluto pregare per un’ultima volta. Il diavolo acconsentì alla richiesta del prete, che entrò in Chiesa. Il diavolo nel frattempo si appoggiò al Duomo nell’attesa che il prete ne uscisse.

Il prete ovviamente approfittò della distrazione del demonio per fuggire, scappando attraverso un’altra delle numerose porte della Cattedrale, senza che Lucifero se ne accorgesse.

 

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenze Nel frattempo Satana, annoiato per la lunga attesa, aveva cominciato a sbuffare, sollevando così una brezza nella piazza. Una volta scoperto l’inganno con cui il prete si era fatto beffe di lui, il soffio diabolico si tramutò in un vero e proprio turbine.

Da allora, il rifrullo del diavolo non è mai cessato: ancora oggi il respiro del demonio aspetta invano nella piazza che il suo prescelto esca dalla Cattedrale…

Se volete saperne di più sulla storia e sui misteri di Firenze, ricordatevi che i nostri corsi di storia di Firenze e le nostre visite guidate sono aperte a tutti

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Cucina Italiana: La pappa al pomodoro

ricetta pappa al pomodoro, ricette italiane, ricette toscane. corsi di cucina italianaLa pappa al pomodoro è uno di quei piatti che meglio rappresenta la tradizione culinaria fiorentina e toscana in generale: fatta di ingredienti semplici che, combinati accuratamente, regala piatti gustosi e saporiti!

Vediamo gli ingredienti:

350 gr circa di pane toscano raffermo
500 gr di pomodori toscani maturi (costoluti insomma)
olio extravergine di oliva
sale e peperoncino
aglio
basilico
1 lt di brodo vegetale

ricetta pappa al pomodoro, ricette italiane, ricette toscane. corsi di cucina italianaIl procedimento:
– pelare i pomodori (sono maturi, quindi non c’è bisogno di passarli nell’acqua bollente), eliminare i semi e tagliarli in pezzi piccoli.

– far scaldare in una pentola olio e aglio. Appena l’aglio sprigiona il suo aroma,  aggiungere i pomodori e alcuni gambi di basilico.

– salare, aggiungere il peperoncino e lasciar cuocere la salsa per qualche minuto coprendo la pentola.

– tagliare il pane a pezzetti piccoli e farlo ammorbidire nel brodo vegetale tiepido. Strizzare leggermente ed aggiungere il pane al pomodoro.

– far cuocere girando sempre, per circa 15/20 minuti, finché la “pappa” comincia a prendere forma. Nel caso dovesse risultare troppo asciutta basta bilanciare la consistenza versando un mestolo di brodo.

– aggiungere delle foglie di basilico fresco strappato con le mani e lasciar riposare per un’oretta buona.

La pappa al pomodoro va servita tiepida con una spolverata di pepe e un poco di olio extravergine.

E ora… Buon Appetito!!!

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