Firenze curiosa: Il Rifrullo del DiavoloCurious Florence: | Istgalilei

Firenze curiosa: Il Rifrullo del Diavolo

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenzeVenendo a Firenze, se passate da piazza Duomo non si può fare a meno del vento che soffia sempre nella piazza (che in inverno si tramuta in vento di tramontana).

Quel vento è ben noto ai fiorentini, che lo conoscono come il “rifrullo del diavolo”, un curioso fenomeno atmosferico che, come molte delle “stranezze” di Firenze, nasconde le sue origini in una inquietante leggenda!

 

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenze Si racconta infatti che un giorno, non sappiamo di che epoca, il diavolo stesse inseguendo un prete lungo le strade di Firenze, cercando in tutti i modi di rubargli l’anima. Una volta arrivati di fronte alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, il povero prete disse al demonio che, prima di subire la dannazione eterna, chiese al diavolo di concedergli un ultimo desiderio: avrebbe voluto pregare per un’ultima volta. Il diavolo acconsentì alla richiesta del prete, che entrò in Chiesa. Il diavolo nel frattempo si appoggiò al Duomo nell’attesa che il prete ne uscisse.

Il prete ovviamente approfittò della distrazione del demonio per fuggire, scappando attraverso un’altra delle numerose porte della Cattedrale, senza che Lucifero se ne accorgesse.

 

storia di firenze, leggende fiorentine, storie fiorentine, misteri firenze Nel frattempo Satana, annoiato per la lunga attesa, aveva cominciato a sbuffare, sollevando così una brezza nella piazza. Una volta scoperto l’inganno con cui il prete si era fatto beffe di lui, il soffio diabolico si tramutò in un vero e proprio turbine.

Da allora, il rifrullo del diavolo non è mai cessato: ancora oggi il respiro del demonio aspetta invano nella piazza che il suo prescelto esca dalla Cattedrale…

Se volete saperne di più sulla storia e sui misteri di Firenze, ricordatevi che i nostri corsi di storia di Firenze e le nostre visite guidate sono aperte a tutti

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Cucina Italiana: La pappa al pomodoro

ricetta pappa al pomodoro, ricette italiane, ricette toscane. corsi di cucina italianaLa pappa al pomodoro è uno di quei piatti che meglio rappresenta la tradizione culinaria fiorentina e toscana in generale: fatta di ingredienti semplici che, combinati accuratamente, regala piatti gustosi e saporiti!

Vediamo gli ingredienti:

350 gr circa di pane toscano raffermo
500 gr di pomodori toscani maturi (costoluti insomma)
olio extravergine di oliva
sale e peperoncino
aglio
basilico
1 lt di brodo vegetale

ricetta pappa al pomodoro, ricette italiane, ricette toscane. corsi di cucina italianaIl procedimento:
– pelare i pomodori (sono maturi, quindi non c’è bisogno di passarli nell’acqua bollente), eliminare i semi e tagliarli in pezzi piccoli.

– far scaldare in una pentola olio e aglio. Appena l’aglio sprigiona il suo aroma,  aggiungere i pomodori e alcuni gambi di basilico.

– salare, aggiungere il peperoncino e lasciar cuocere la salsa per qualche minuto coprendo la pentola.

– tagliare il pane a pezzetti piccoli e farlo ammorbidire nel brodo vegetale tiepido. Strizzare leggermente ed aggiungere il pane al pomodoro.

– far cuocere girando sempre, per circa 15/20 minuti, finché la “pappa” comincia a prendere forma. Nel caso dovesse risultare troppo asciutta basta bilanciare la consistenza versando un mestolo di brodo.

– aggiungere delle foglie di basilico fresco strappato con le mani e lasciar riposare per un’oretta buona.

La pappa al pomodoro va servita tiepida con una spolverata di pepe e un poco di olio extravergine.

E ora… Buon Appetito!!!

Se volete saperne di più sulla cucina italiana o vorreste frequentare un corso per approfondire le conoscenze con un vero chef, date un’occhiata ai nostri corsi di cucina italiana!

 

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Firenze curiosa: le buchette del vino

Firenze è una città ricca non solo di arte e storia, ma anche di segreti curiosi e intriganti.

Oggi vi parleremo del mistero di antichi tabernacoli dedicati ad un prodotto molto importante della cultura e dell’economia della Città.

Se siete stati a Firenze, molto probabilmente girovagando nelle strade del centro avrete visto delle “buchette” (piccole aperture) al piano terra delle facciate dei palazzi nobiliari.
Queste buchette sono tutte molto simili tra loro: hanno la forma di una piccola porta con un arco superiore, decorato da una cornice con una punta a goccia, e chiuse da un sportello in legno.

A cosa servivano queste buchette? buchetta vinoEbbene si tratta di veri e propri “Tabernacoli del vino”.

La loro origine risale a molti secoli fa: alla fine del ‘400 infatti, il commercio di stoffe e lino, motore trainante dell’economia fiorentina medioevale e rinascimentale, comincia ad incontrare la forte concorrenza dei paesi del nord, soprattutto dell’Inghilterra.

I nobili, i banchieri e i mercanti fiorentini cercarono quindi nuovi mercati e decisero di investire o loro capitali terreni e possedimenti. I nuovi proprietari terrieri investirono sui prodotti alimentari caratteristici della zona ed in particolare sul vino. Le buchette sono la conseguenza del forte investimento nella produzione vinicola.

tour Firenze, leggende fiorentine, tour Firenze segretaAttraverso queste aperture i produttori vendevano direttamente il loro vino per strada, senza ricorrere ad altri intermediari, come per esempio le osterie. Le buchette erano poste al piano terreno in corrispondenza alla cantina interna per consentire una vendita al dettaglio semplice e veloce.

Provate a bussare quando ne trovate una, magari un buon mercante dei tempi antichi potrebbe farvi assaggiare il vino nuovo 😉

Vi è piaciuta questa storia? Allora vi piaceranno anche i nostri tour guidati di Storia di Firenze!

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Firenze curiosa: La Berta

Una delle cose più belle di Firenze è che ad ogni angolo, se alzi la testa e ti guardi intorno, hai sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.
E non stiamo parlando solo di belle Chiese e Palazzi antichi, ma proprio di vere e proprie curiosità, magari legate a storie e leggende particolari, come quella che vi stiamo per raccontare:

Vicino la Cattedrale di Santa Maria del Fiore si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nel lato del campanile che guarda via dei Cerretani potrete notare come ci sia una “testa pietrificata” incastonata nei mattoni: si tratta della “Berta”.

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La Berta in Santa Maria Maggiore

Due storie molto diverse ci raccontano la sua probabile origine:

Secondo una scuola di pensiero, pare che questa testa si trovi lì dal lontano 1326 per colpa di Cecco d’Ascoli (un astrologo condannato al rogo). L’uomo mentre veniva condotto a morire lanciò una maledizione a una donna che, negandogli dell’acqua, gli aveva impedito di salvarsi dalle fiamme (aveva stretto un patto col diavolo).
Secondo altri invece, la Berta sarebbe una fruttivendola che regalò alla chiesa una campana che potesse essere usata per avvisare con i suoi rintocchi i cittadini dell’apertura e della chiusura delle porte cittadine.
Questo piccolo busto non è quindi altro che il segno del riconoscimento dei fiorentini nei confronti della Berta.

Quale delle due storie sia vera? Non lo sappiamo, sta a voi scegliere a quale credere 😉

Per altre storie e leggende fiorentine, non perdetevi i nostri tour di storia di Firenze!

 

 

 

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Cucina Italiana: Bucatini all’Amatriciana

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guanciale di maiale

L’amatriciana o matriciana è piatto tipico della tradizione italiana, conosciuto e apprezzato in ogni regione. Il nome deriva da Amatrice, cittadina in provincia di Rieti. Gli ingredienti principali sono guanciale, formaggio pecorino (romano) e pomodoro.

Nell’Ottocento e sino all’inizio del Novecento la popolarità della pietanza a Roma si accrebbe considerevolmente. Questo avvenne a causa degli stretti contatti tra Roma ed Amatrice. Molti osti e ristoratori della città erano originari di Amatrice, così che il termine “Matriciano” venne a significare “locanda con cucina”.

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bucatini

La pasta all’Amatriciana fu molto bene accolta e venne rapidamente considerata un classico della cucina romana.

Ma veniamo alla ricetta!

Anche se è possibile utilizzare qualsiasi tipo di pasta, la tradizione vuole che si usino i bucatini (dei grandi spaghetti, forati al centro).

Ti servono:

  • 400 g di bucatini (oppure spaghetti o spaghettoni)
  •  300 g di pomodori pelati (in stagione 4-5 pomodori rossi maturi
  •  150 g di guanciale stagionato a fette spesse
  • 60-70 g circa di pecorino (delicato e non troppo salato) grattugiato
  •  1 peperoncino
  •  1/2 bicchiere di vino bianco secco e acidulo
  •  olio extravergine di oliva
  •  sale e pepe

Porta ad ebollizione l’acqua per la cottura della pasta. Nel frattempo, taglia a dadini il guanciale eliminando le parti dure (cotenna) e metti sul fuoco una padella antiaderente e quando sarà ben calda unisci il guanciale e fallo rosolare a fuoco basso, con un filo d’olio.

Aggiungi i pomodori scottati, sbucciati e spezzettati e falli cuocere a fuoco vivo per una decina di minuti; regola di sale, pepe e togli dal fuoco. Appena l’acqua per la pasta bolle, aggiungi il sale e i bucatini fino a farli cuocere. Scolali al dente, condisci con il sugo preparato, cospargi con il pecorino e mescola il tutto.

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bucatini all’amatriciana

Per apprezzare al meglio il piatto, metti i bucatini all’Amatriciana nei piatti e aggiungi altro pecorino grattugiato prima di servire.

Godetevi questa deliziosa ricetta in compagnia, accompagnata da un buon calice di vino italiano! Buon appetito!!

Se volete imparare questa e molte altre ricette tipiche della nostra cucina, l’Istituto Galilei offre corsi di cucina italiana a Firenze, durante tutto l’anno!

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Italian cooking: Risotto alla Milanese

italian cooking, italian recipes, italian cooking courses, italian cooking courses florenceNow that autumn has arrived there’s nothing better than a warm risotto to cheer up the first cold evenings…

This recipe is typical of northern Italy (it comes from Milan to be precise, where it is accompanied by Ossobuco) but has now become part of the Italian traditional cooking and is well known around the world: it’s risotto alla milanese (or saffron risotto).

Let’s find out how to prepare this easy and tasty recipe!

You’ll need:

chicken broth
water
1 small onion
Arborio rice
freshly grated Parmesan
saffron threads

In a saucepan bring broth and water to a simmer and keep at a bare simmer.

Finely chop onion and in a 2 1/2- to 3-quart heavy saucepan cook in 2 tablespoons butter over moderate heat, stirring occasionally, until softened.

Add rice, stirring to coat with butter. Add the broth mixture and cook, stirring constantly and keeping at a simmer, until absorbed.

Continue cooking and adding broth mixture, about 1/2 cup at a time, stirring constantly and letting each addition be absorbed before adding next, until rice is tender and creamy-looking.

Stir in Parmesan, saffron, remaining tablespoon butter, and salt and pepper and prepare to enjoy this amazing recipe, that must be eaten hot to be fully enjoyed and appreciated!

If you would like to find out more recipes or would like to join us for a personalized cooking experience, take a look at our cooking courses or write us at info@galilei.it to receive information about tailor-made cooking programs!

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Markets in Florence (1): “better pay your bills!”

With this article, we’re starting a two-dates travel in Florentine history and culture: we’ll be exploring together the markets of Florence!

Not only places where to eat or go shopping, but also rich in funny and not so famous tales 🙂

In this first issue we’d like to start this trip talking about the Old and the New markets in town.

Mercato Vecchio - italian language florence, italian culture florence, italian learning florence, italian tuition, italian courses florence, sightseeing florenceMercato Vecchio (Old Market): The Old Market was an area of Florence that was demolished, along with the old Ghetto, between 1885 and 1895 for the creation of Piazza della Repubblica, during the so-called “restoration” of the city.

This site was the ancient Roman forum of Florentia. The area had a high symbolic value, since it was the geographical center of the city where the Cardud and Decumanus intersected.In the early Middle Ages the area continued to be a meeting place, and soon became the most important market place of the city; it remained so until the election of Florence, capital of Italy, together with the need for a historic renovated and up to the expectations of the new political class, made it necessary to modify the structure of the city.

Mercato Vecchio - italian language florence, italian culture florence, italian learning florence, italian tuition, italian courses florence, sightseeing florenceExactly on the spot where the Cardus and Decumanus intersect, you can still today admire the column of Abundance or column Dovizia. The column defines the boundaries of three of the four historic districts of Florence (Santa Croce, San Giovanni and Santa Maria Novella) and, on it there still are attached two irons, one at the top, which was used to hook the bell which gave signals the opening and closing of the Old Market (dismantled to make room for the current Republic Square), the other at the bottom, was used instead to tie you with a bell collar worn by rogue traders exposed to the public pillory.

– Loggia del Mercato Nuovo is better known as Loggia del Porcellino. It is so called to distinguish it from the Mercato vecchio located in the area of today’s Piazza della Repubblica.

Built around the middle of the 16th century in the heart of the city, just a few steps from the Ponte Vecchio, at first it was intended for the sale of silk, luxury goods and straw hats, while today you can find there both leather goods and souvenirs.

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Loggia del Porcellino

The focal point of the loggia is the Fontana del Porcellino, “fountain of the piglet”. Popular tradition has it that rubbing the nose brings fortune, so over time, the statue has acquired a certain shine in that spot. Visitors are encouraged to place a coin in the mouth of the boar after rubbing its nose, and superstition implies that the wish will be granted if the offering tumbles through the grate whence the water flows.

Another oddity of the place is the stone of the shame, a round spot marked in bicoloured marble at the centre of the loggia, which is only visible when no sales stalls are there. The design reproduces one of the wheels of a medieval Carroccio, symbol of the Florentine republic, on which the city’s standard was hoisted daily.Mercato Nuovo - italian language florence, italian culture florence, italian learning florence, italian tuition, italian courses florence, sightseeing florence

The spot was later chosen for another purpose, whence its alternative name pietra dell’acculata (“the stone of the bum punishment”). During the Renaissance, the punishment of insolvent debtors included being chained to a post on this spot and then paddled repeatedly on the naked buttocks. The popular expression stare col culo a terra (“to have one’s ass on the ground”) and the word sculo (a dialectal word for “misfortune”) may have originated from this practice.

If you’re curious and would like to find out more about the legends and stories that enriches Florence’s fascinating history, check out our webpage and find out more with our History of Florence courses!