Firenze sotto le feste

Nel mese di dicembre Firenze ha un’aria magica. Il Natale si avvicina e lo si percepisce un po’ dovunque. Le strade si riempiono di luminarie festose, diverse per ogni quartiere, colorando tutta la città.

Le piazze ospitano per diversi giorni i mercatini natalizi, dove le bancarelle offrono i più svariati prodotti: oggetti artigianali, cibo, bevande calde e tanto altro ancora. Tra questi uno dei più famosi è sicuramente il mercatino internazionale di Santa Croce, che ormai è parte della tradizione cittadina, con le sue tipiche casette in legno in cui si possono trovare specialità artigianali e gastronomiche provenienti da diverse zone del mondo.

Un’altra tradizione è il grande albero di Natale collocato in Piazza Duomo, che viene acceso durante la cerimonia ufficiale l’8 dicembre, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione; vicino all’abete, sul sagrato della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, viene allestito il Presepe composto da statue di terracotta realizzate a mano, che rimane nella piazza fino al 6 gennaio, giorno dell’Epifania, ultimo giorno di questo magico periodo di feste.

Volete saperne di più sull’Italia e sulla sua cultura? Date un’occhiata ai nostri corsi di cultura italiana!

Cenni storici della nascita della lingua italiana a Firenze

Dante Alighieri è considerato il primo grande poeta della lingua italiana, nonostante già i primi componimenti poetici in lingua volgare risalgono a Francesco d`Assisi e Jacopone da Todi . Dante Alighieri adottò per molti dei suoi scritti la lingua della borghesia comunale colta di Firenze, a cui inserì in modo creativo i gerghi, i linguaggi specialistici, i particolarismi di élite, e le citazioni di lingue straniere che risuonavano nella società del tempo. Dante Alighieri è il simbolo di una cultura di partecipazione che animava la vita dei Comuni: argomento di confronto fu la stessa lingua letteraria da adottare, il De vulgari eloquentia, dove il letterato analizza in modo scientifico la questione del volgare, rivolgendosi in latino ai massimi intellettuali dell`epoca. E così il fiorentino, o più in generale il toscano, viene ancora portato entusiasticamente a esempio di italiano `corretto` nonostante Dante individuasse genericamente nel volgare dei letterati, provenienti da ogni città italiana senza appartenere a nessuna, la soluzione da adottare. Nel Rinascimento, varie correnti si definirono propugnando differenti soluzioni: tra le posizioni autorevoli, quella dei `puristi` riunitisi attorno alla figura di Pietro Bembo (1470-1547), che volevano ripristinare la lingua illustre del Trecento. Pur tuttavia una lingua moderna standard cominciò ad affermarsi nel XIX secolo. Alessandro Manzoni (1785-1873) lottò contro il toscano per conferire al suo stile di scrittura un più ampio fascino `nazionale` nella stesura della sua opera più importante, I promessi sposi . In effetti, ciò che propose Manzoni fu di adottare il fiorentino parlato dalle persone colte: in sostanza, scelse dei personaggi popolari della Lombardia, ambientò la storia in quei luoghi e dopo aver “sciacquato i panni in Arno”, li fece parlare con l`idioma toscano.

Volete imparare la lingua italiana? Date un’occhiata ai nostri corsi di lingua italiana!

Discover Florence: Il quartiere di San Lorenzo a Firenze

Se la tua vacanza a Firenze è appena iniziata, sarà senz’altro il quartiere di San Lorenzo a darti il benvenuto. A due passi dal Duomo, l’area intorno alla chiesa di San Lorenzo, offre una vasta gamma di cose da vedere e da fare in un perfetto mix di arte e tempo libero: da una passeggiata in tutta tranquillità curiosando tra le bancarelle del mercatino di San Lorenzo, ad una visita alle Cappelle Medicee.

Il modo migliore per apprezzare l’atmosfera del quartiere è quella di farsi un giro a piedi tra le vie per cui si snoda il celebre mercato di San Lorenzo. Se stai cercando un regalo o un souvenir del tuo soggiorno a Firenze, questo è proprio il luogo adatto: potrai trovare piccoli gadgets ma anche abiti e soprattutto accessori in pelle e cuoio per cui l’artigianato fiorentino è rinomato.

Se hai voglia di cimentarti in un piatto di cucina italiana da gustarti nel tuo appartamento in affitto a Firenze, vai a fare la spesa al Mercato Centrale, il più famoso e affollato mercato alimentare di Firenze.

In questo edificio a due piani troverai in abbondanza carne, pesce, verdura e frutta freschi magnificamente disposti sui banchi: sicuramente un meraviglioso spettacolo da vedere e da gustare.

Una visita culturale? Gli spunti non mancano. Puoi iniziare col dare uno sguardo al chiostro dei Canonici e alla Chiesa di San Lorenzo, il cuore del quartiere, continuare con una visita al Palazzo Medici Riccardi, specialmente se è in corso una delle frequenti mostre e concludere poi in bellezza con le bellissime Cappelle Medicee, con le monumentali sculture funerarie di Michelangelo.

Se volete visitare il quartiere di San Lorenzo con una guida privata, date un’occhiata alle nostre Visite guidate di Firenze!

Cucina Italiana: Bastoncini di pesce e patate dolci al forno

Ingredienti
4 patate dolci 700 g
2 albumi
1 cucchiaino sale 4 g
pepe macinato [facoltativo]
1 cucchiaio olio d’oliva 15 mL
carta da forno
4 filetto di rombo 700 g
85 mL maionese
125 mL pangrattato 65 g
1/2 cucchiaino pepe di Cayenna 1 g
1 cucchiaino origano fresco 1 g
1 pizzico sale [facoltativo] 0.1 g
olio spray
125 mL Salsa tartara 125 mL

Metodo
Preriscaldare il forno a 230°C. Foderare con carta forno una placca capiente e una pirofila. Preparare il pesce per i primi 15 minuti di cottura delle patate dolci e cuocerlo durante gli altri 15 minuti di cottura delle patate stesse.

Patate dolci al forno

1. Patate dolci al forno

2. Pelare le patate dolci e tagliarle a bastoncino di circa 1×8 cm. È importante che questi bastoncini siano di ugual dimensione perché si cuociano in modo uniforme.

3. In un piatto fondo sbattere l’albume con l’olio, il sale e il pepe a piacere. Aggiungere i bastoncini e ricoprirli bene con questo composto. Adagiarli in seguito sulla placca in un unico strato senza ammucchiarli dal momento che devono essere cotti arrosto e non a vapore.

4. Posizionare la placca nella parte inferiore del forno. Cuocere per 15 minuti, dunque, girare i bastoncini una volta e continuare con la cottura per altri 15 minuti.

Pesce al forno

5. Ridurre il pesce a bastoncini di circa 4×8 cm.

6. Preparare 2 piatti fondi: mettere nel primo la maionese; nel secondo mescolare il pangrattato, il pepe di Cayenna, l’origano e sale a piacere. Passare un bastoncino di pesce alla volta prima nella maionese, poi, nel composto di pangrattato assicurandosi di coprire bene tutti i lati.

7. In seguito, adagiare i bastoncini sulla pirofila. Vaporizzare d’olio ciascun pezzo. Posizionare la pirofila nella parte superiore del forno, ovvero, sopra la placca con i bastoncini di patata dolce, e cuocere per 15 minuti.

8. Tirar fuori dal forno il pesce e le patate. Servire subito con la salsa tartara accanto.

Se volete saperne di più sulla cucina italiana o vorreste frequentare un corso per approfondire le conoscenze con un vero chef, date un’occhiata ai nostri corsi di cucina italiana!

Cucina Italiana: La Colomba di Pasqua

La Colomba di Pasqua è un dolce di origine italiana, servita tradizionalmente a Pasqua. Ecco qui la ricetta!

INGREDIENTI:
500 g di farina
160 g di burro
130 g di zucchero
50 g di lievito di birra
3 uova
150 g di canditi misti (uvetta, cedro e arancia a cubetti)
mandorle dolci q.b.
granella di zucchero q.b.
5 g di sale

PREPARAZIONE:
Sciogliere il lievito con poca acqua tiepida, impastare con questo metà della farina; porre a lievitare in luogo caldo la pasta così ottenuta dentro una scodella infarinata.
Quando la pasta avrà raddoppiato il proprio volume, metterla in un recipiente più grande ed unire il resto della farina, le uova sbattute, il burro fatto sciogliere, lo zucchero ed il sale.

Lavorare con cura la pasta finché non si stacchi da sola dalle pareti del recipiente, coprire con un tovagliolo e far lievitare per un’ora circa.

Unire alla pasta l’uvetta ed i canditi, precedentemente infarinati e setacciati, porre l’impasto in uno stampo a forma di colomba e decorare con le mandorle, quindi spennellare con uovo sbattuto e cospargere di granella di zucchero.

Cuocere a forno medio per 20-25 minuti.

Se volete imparare questa e molte altre ricette tipiche della nostra cucina, l’Istituto Galilei offre corsi di cucina italiana a Firenze, durante tutto l’anno!

Febbraio: il mese dell’Amore ma anche del Carnevale!

Ogni città italiana a Febbraio è invasa da maschere, coriandoli, luci e colori che creano un’atmosfera di festa unica: è il Carnevale. Una festa dalle origini antichissime che oggi rappresenta un evento folcloristico in cui si mescolano tradizioni e divertimento dando vita a spettacoli unici.

Protagonista della festa è il travestimento, “la maschera”, che permette a chiunque, per qualche giorno, di trasformarsi nel personaggio dei propri sogni. Le origini del Carnevale si fanno risalire ai Saturnali romani che si celebravano in onore del nuovo anno. Tuttavia l’etimologia del termine “carnevale” deriva, con molta probabilità, dal latino “carnem levare”: anticamente infatti l’espressione indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno subito prima del periodo di astinenza e digiuno di carne della Quaresima cristiana. Il carnevale infatti, nel calendario liturgico cattolico-romano è collocato tra l’Epifania (6 gennaio) e, appunto, la Quaresima.

Da una festa caratterizzata da uno smodato godimento di cibi, bevande e piaceri sensuali, concessa come sfogo alle classi meno abbienti, occasione di sovvertimento temporaneo dell’ordine sociale, nel corso dei secoli e in aree geografiche lontane, il carnevale si è arricchito di sfumature sempre nuove e diverse, trasformandosi in spettacolo. Da nord a Sud, l’Italia celebra carnevali di antiche tradizioni noti a livello internazionale, che attraggono ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.

fonte: italia.it

Volete saperne di più sull’Italia e sulla sua cultura? Date un’occhiata ai nostri corsi di cultura italiana!

Luciano Pavarotti: un tenore italiano

Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007) è stato un tenore italiano.

Ricordato tra i dieci tenori più grandi di tutti i tempi, dalla voce squillante negli acuti e ricca nel mezzo, con un fraseggio chiaro e timbro limpido, era noto anche per la grande umanità e generosità.

Con il Pavarotti & Friends e le sue numerose collaborazioni (fra le quali è da ricordare in particolare la costituzione del gruppo dei Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras), ha consolidato una popolarità che gli ha dato fama mondiale anche al di fuori dell’ambito musicale, tanto da essere considerato uno dei più grandi tenori italiani di tutti i tempi. Con oltre 100 milioni di copie vendute nel mondo, si stima sia, anche per vendite, fra i primissimi cantanti di ogni genere musicale, nonché il cantante italiano di maggior successo a livello internazionale. Con Enrico Caruso, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Beniamino Gigli e Tito Schipa, permane uno dei tenori “storici” di notorietà mondiale.

fonte: Wikipedia

Volete saperne di più sull’Italia e sulla sua cultura? Date un’occhiata ai nostri corsi di cultura italiana!

Firenze curiosa: Caffè storici di Firenze

Conoscere Firenze, attraverso i suoi palazzi, i suoi monumenti e i suoi musei è certamente un modo efficace per scoprire il fascino della città medicea, rimasto intatto nel corso dei secoli. Visitare i suoi caffè storici, però, equivale a rubare parte della sua anima e della sua storia. Si scoprirà così che la fortuna di alcune delle vie e delle piazze più famose di Firenze è legata proprio a questi importanti luoghi d’incontro. È questo il caso di Piazza della Repubblica, una delle più belle piazze di Firenze. Al contrario di quello che si può pensare la sua fama non viene però dall’architettura e dal suo famoso arco, ma dai caffè letterari che le fanno da cornice: il caffè Le Giubbe Rosse, il caffè Gilli e il Caffè Paszkowski. Tutti e tre in misura diversa coinvolti in uno dei maggiori fenomeni culturali del XX secolo, il Futurismo, movimento artistico e letterario all’insegna dei miti della modernità: forza, velocità e potenza, come incarnazioni della tecnica e del progresso.

Le Giubbe Rosse
Il caffè Le Giubbe Rosse del 1827, prende il nome dagli abiti dei camerieri che portavano, appunto, delle giubbe rosse e nei primi anni del ‘900 era la meta preferita di molti intellettuali dell’epoca. Tuttavia, dopo la pubblicazione del Manifesto Futurista del 1909 divenne sede fissa dei futuristi fiorentini e in particolare di Tommaso Filippo Marinetti, Umberto Boccioni e Carlo Carrà, trasformandosi successivamente in un luogo di incontro per letterati e artisti italiani e stranieri. Era stato inizialmente un circolo scacchistico – si narra che ospitò Lenin – e non perderà mai veramente questa sua vocazione. Nel periodo tra le due guerre mondiali ospita la famosa rivista “Solaria” che farà conoscere agli italiani scrittori come Joyce, Kafka e Virginia Woolf.

Le sue pareti accolgono tutt’oggi mostre personali e s’adornano di quadri futuristi e neo-futuristi in un ambiente elegante, ma informale dove è possibile degustare piatti tipici della cucina fiorentina. Molte sono anche le foto, i disegni e le memorie dei suoi celebri frequentatori. È ancora oggi un polo della cultura e dell’arte.

Caffè Concerto Paszkowski
Il Caffè Concerto Paszkowski nacque nel lontano 1846 come birreria,ma divenne presto un Caffè Concerto dove si esibiva la famosa banda Paszkowski e una, rarissima per l’epoca, orchestra femminile. Anche questo caffè-birreria divenne presto luogo d’incontro dei protagonisti della letteratura e dell’arte del ‘900; nel primo dopoguerra la sua vocazione musicale si rivolgerà decisamente verso il cabaret. Ancora oggi questa antica tradizione musicale è ben rappresentata dagli artisti che lì si esibiscono. Vi si svolgono anche convegni e sfilate di moda, mentre le sue sale da tè rappresentano una meta obbligata per gli stranieri in visita che vogliono concedersi una sosta. Dal 1991 è stato dichiarato monumento nazionale.

Caffè Gilli
A inizio secolo anche il Caffè Gilli diviene un elegante caffè letterario, frequentato da artisti e intellettuali come Marinetti e Ardengo Soffici. Una caffetteria in stile Belle Époque con pareti color avorio, lampadari di Murano, soffitti affrescati ed archi che confermano il buon gusto e l’accoglienza dei fiorentini.

Moltissime le testimonianze fotografiche di artisti internazionali immortalati all’interno delle sue sale. Ma è all’esterno del Caffè Gilli che venne scattata la famosa fotografia di Ruth Orkin, intitolata American girl in Italy 1951. La foto, che ritrae la ventitreenne americana Ninalee Craig camminare sul marciapiede davanti al bar, circondata dagli sguardi ammirati dei suoi giovani frequentatori, è divenuta nel tempo una conosciutissima icona del cinema e della fotografia.

fonte: Italia.it

Scopri Firenze, la sua tradizione e cultura con i nostri corsi di Storia dell’Arte e Storia di Firenze!

Ferragosto

credits (video): Learn Italian with Italiano Automatico

Il Ferragosto è una festività di origine antichissima – nella Roma imperiale denominata Feriae Augusti – modernamente celebrata il 15 agosto in Italia e nella Repubblica di San Marino.

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle già esistenti festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium”, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.

In occasione del Ferragosto i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.
La festa originariamente cadeva il 1º agosto. Lo spostamento si deve alla Chiesa Cattolica, che volle far coincidere la ricorrenza laica con il giorno liturgico dell’Assunzione di Maria.

Volete saperne di più sull’Italia e sulla sua cultura? Date un’occhiata ai nostri corsi di cultura italiana!

fonte: wikipedia

Firenze curiosa: Firenze e lo Scoppio del Carro

Tra gli avvenimenti Pasquali più caratteristici del centro Italia c’è la celebrazione dello Scoppio del Carro a Firenze, magnifico capoluogo toscano, nonché patrimonio Unesco dal 1982.

Si tratta di una celebrazione che risale ai tempi della prima crociata, indetta per liberare il Santo Sepolcro dalle mani degli infedeli.

Secondo la tradizione, a un crociato fiorentino che salì per primo sulle mura di Gerusalemme, furono donate tre schegge del Santo Sepolcro, oggi conservate nella Chiesa di Santi Apostoli.
Ad avviso degli storici, liberata Gerusalemme, nel giorno del Sabato Santo, i crociati si radunarono nella Chiesa della Resurrezione e consegnarono a tutti il fuoco benedetto come simbolo di purificazione.

A questa cerimonia risale l’usanza pasquale dei fiorentini che si recavano nella cattedrale e accendevano una piccola torcia dal fuoco santo – acceso a sua volta con le scintille sprigionate dallo sfregamento delle tre schegge – per poi andare in processione per la città e portare il fuoco santo in ogni casa. Con l’andar del tempo lo svolgimento della festa divenne sempre più articolato per cui venne introdotto l’uso di trasportare il fuoco santo con un carro dove ardevano i carboni infuocati. Verso il Trecento si usarono i fuochi artificiali per lo “scoppio del carro”.

Lo Scoppio del Carro

Un carro viene trasportato da buoi bianchi dal Piazzale del Prato fino alla Chiesa dei Santissimi Apostoli di Firenze e una colomba, che altro non è che un razzo dalle sembianze di un bianco piccione, incendia i fuochi d’artificio contenuti nel carro.

Più precisamente, viene tesa una corda che parte dal coro della chiesa e arriva sino al carro e su cui viene fatta scivolare la colomba; una volta incendiati gli artifici, la colombina deve tornare indietro all’Altare Maggiore, da dov’è partita, ripercorrendo da sola il percorso.
La tradizione vuol che se lo scoppio risulta perfetto e la colombina ritorna sino all’altare senza problemi per Firenze si preannuncia un anno positivo ed infatti questa festa ha sempre richiamato una gran folla di turisti, di cittadini e soprattutto di numerosi contadini della campagna fiorentina che traevano gli auspici per il raccolto dal felice esito. L’ultima volta che “il ritorno” non ebbe buon esito, fu il 1966, anno in cui ci fu l’alluvione.

Se volete saperne di più sulla tradizione e cultura italiana, date un’occhiata ai nostri corsi di cultura italiana!