Istituto Galilei

Tra tutte le scuole di lingua e cultura italiana per stranieri in Italia, l’istituto Galilei è una delle più prestigiose.

La scuola di lingua italiana, fondata nel 1985 nel centro di Firenze, fornisce servizi linguistici di alta qualità, aperti a privati e dipendenti di compagnie multinazionali che hanno bisogno di imparare la lingua italiana in tempi notevolmente brevi o di perfezionarla ai massimi livelli. Per poter garantire risultati concreti in poco tempo l’Istituto Galilei si è specializzato in corsi individuali e per piccoli gruppi con massimo 4 partecipanti per classe.

In pochissimi anni, la qualità dei nostri corsi, l’affidabilità dei programmi e l’attenzione rigorosa all’individuo e ai suoi bisogni linguistici, ci hanno consentito di collaborare con le maggiori aziende del mondo, molte delle quali sono diventate nostri clienti abituali.

Oggi, la scuola offre anche corsi di cultura italiana, individuali e per piccoli gruppi: corsi di storia dell’arte, di cucina italiana e di disegno & pittura (tenuti in italiano, inglese e su richiesta anche in altre lingue). Grazie a questi corsi, l’Istituto Galilei offre un servizio completo, che spazia dalla lingua agli aspetti più caratteristici della cultura italiana.

Istituto Galilei

Firenze curiosa: Un amore infinito al Palazzo Grifoni

Firenze è una città meravigliosa, infatti non c’è bisogno di molti sforzi per innamorarsi di essa. Questa
città italiana è un museo vivente, dove ogni strada, vicolo ed edificio racchiude storie.
Il fascino indiscutibile di Firenze provviene non solo da tutte le opere d’arte presenti in tutte le strade, ma anche da tutti i dettagli impercepibili nascosti, elementi non facilmente visibili a prima vista.

Ora vi svelerò uno di questi elementi nascosti che vi stupirà sicuramente:

Piazza_Annunziata
Palazzo Grifoni

All’angolo fra Piazza Santissima Annunziata e Via dei Servi vi è il Palazzo Grifoni (più conosciuto come Palazzo Budini-Gattai), un edificio rosso mattone. Osservando il palazzo dalla piazza si può notare una finestra sempre aperta.

Una delle tante leggende fiorentine meno conosciute narra di una famiglia Grifoni che abitò in questo palazzo per secoli. Si dice che verso la fine del sesto secolo, un figlio dei Grifoni andò in guerra (ciò non era raro all’epoca) e fu così costretto a lasciare la sua amata moglie.

Piazza_Annunziata1
La finestra aperta

La bella signora corse verso la finestra per salutare suo marito per un ultima volta e per vederlo
allontanarsi sempre di più. La leggenda ci narra che la moglie trascorse la sua vita intera accanto alla finestra, nella speranza di rivedere di nuovo il suo amato marito. L’amore della sua vita non ritornò mai a casa, e quando ella morì, la finestra fu chiusa.

Esistono due versioni differenti di questa storia:

Alcune persone dicono che i vicini dei due amanti furono così commossi dalla tragica storia d’amore dei due che decisero di riaprire la finestra.

Altri dicono invece che quando la finestra fu chiusa, i quadri caddero dalle pareti, gli oggetti volteggiarono impazziti per la stanza e i mobili scricchiolarono sotto lenti movimenti. Dal momento in cui una serva riaprì la finestra, tutto si calmò. Questo ci fa capire che l’amore della donna è ancora in quel posto e che il suo spirito aspetterà probabilmente il ritorno di suo marito per sempre.

Nessuno sa il nome della donna e nessuno saprà mai quale delle due versioni è quella vera.

Per altre storie e leggende fiorentine, non perdetevi i nostri tour di storia di Firenze!

Firenze curiosa: le buchette del vino

Firenze è una città ricca non solo di arte e storia, ma anche di segreti curiosi e intriganti.

Oggi vi parleremo del mistero di antichi tabernacoli dedicati ad un prodotto molto importante della cultura e dell’economia della Città.

Se siete stati a Firenze, molto probabilmente girovagando nelle strade del centro avrete visto delle “buchette” (piccole aperture) al piano terra delle facciate dei palazzi nobiliari.
Queste buchette sono tutte molto simili tra loro: hanno la forma di una piccola porta con un arco superiore, decorato da una cornice con una punta a goccia, e chiuse da un sportello in legno.

A cosa servivano queste buchette? buchetta vinoEbbene si tratta di veri e propri “Tabernacoli del vino”.

La loro origine risale a molti secoli fa: alla fine del ‘400 infatti, il commercio di stoffe e lino, motore trainante dell’economia fiorentina medioevale e rinascimentale, comincia ad incontrare la forte concorrenza dei paesi del nord, soprattutto dell’Inghilterra.

I nobili, i banchieri e i mercanti fiorentini cercarono quindi nuovi mercati e decisero di investire o loro capitali terreni e possedimenti. I nuovi proprietari terrieri investirono sui prodotti alimentari caratteristici della zona ed in particolare sul vino. Le buchette sono la conseguenza del forte investimento nella produzione vinicola.

tour Firenze, leggende fiorentine, tour Firenze segretaAttraverso queste aperture i produttori vendevano direttamente il loro vino per strada, senza ricorrere ad altri intermediari, come per esempio le osterie. Le buchette erano poste al piano terreno in corrispondenza alla cantina interna per consentire una vendita al dettaglio semplice e veloce.

Provate a bussare quando ne trovate una, magari un buon mercante dei tempi antichi potrebbe farvi assaggiare il vino nuovo 😉

Vi è piaciuta questa storia? Allora vi piaceranno anche i nostri tour guidati di Storia di Firenze!

Firenze curiosa: La Berta

Una delle cose più belle di Firenze è che ad ogni angolo, se alzi la testa e ti guardi intorno, hai sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.
E non stiamo parlando solo di belle Chiese e Palazzi antichi, ma proprio di vere e proprie curiosità, magari legate a storie e leggende particolari, come quella che vi stiamo per raccontare:

Vicino la Cattedrale di Santa Maria del Fiore si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nel lato del campanile che guarda via dei Cerretani potrete notare come ci sia una “testa pietrificata” incastonata nei mattoni: si tratta della “Berta”.

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La Berta in Santa Maria Maggiore

Due storie molto diverse ci raccontano la sua probabile origine:

Secondo una scuola di pensiero, pare che questa testa si trovi lì dal lontano 1326 per colpa di Cecco d’Ascoli (un astrologo condannato al rogo). L’uomo mentre veniva condotto a morire lanciò una maledizione a una donna che, negandogli dell’acqua, gli aveva impedito di salvarsi dalle fiamme (aveva stretto un patto col diavolo).
Secondo altri invece, la Berta sarebbe una fruttivendola che regalò alla chiesa una campana che potesse essere usata per avvisare con i suoi rintocchi i cittadini dell’apertura e della chiusura delle porte cittadine.
Questo piccolo busto non è quindi altro che il segno del riconoscimento dei fiorentini nei confronti della Berta.

Quale delle due storie sia vera? Non lo sappiamo, sta a voi scegliere a quale credere 😉

Per altre storie e leggende fiorentine, non perdetevi i nostri tour di storia di Firenze!