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Storia della Lingua Italiana

Come nasce la lingua italiana: un viaggio nel tempo
La lingua italiana non è nata all’improvviso, ma è il risultato di un percorso lungo e graduale, che affonda le sue radici nei secoli successivi alla caduta dell’Impero Romano, avvenuta nel V secolo. Studiare la storia della lingua italiana significa comprendere come una lingua possa evolversi attraverso secoli di trasformazioni culturali, politiche e sociali.
Fino a quel momento, il latino aveva dominato come lingua comune in tutto l’Impero: era lo strumento di comunicazione ufficiale, amministrativo e culturale, condiviso da popoli molto diversi tra loro. Con il crollo dell’autorità romana, però, questa unità linguistica iniziò lentamente a sgretolarsi.

Storia della Lingua ItalianaDal latino alle lingue del popolo
Nel corso dei secoli successivi, il latino continuò a essere utilizzato negli ambienti colti ma nella vita quotidiana la popolazione iniziò a parlare lingue locali, più semplici e dirette, nate dalla trasformazione del latino stesso. Queste forme vernacolari divennero fondamentali nella comunicazione di tutti i giorni, anche se per lungo tempo rimasero escluse dalla scrittura ufficiale. Durante il Medioevo, quindi, si assistette a una netta divisione: da una parte il latino, lingua del sapere e del potere; dall’altra i volgari, parlati dal popolo ma raramente messi nero su bianco. Questo periodo segna una fase cruciale nella storia della lingua italiana, in cui la parola scritta e quella parlata iniziano a separarsi e a seguire percorsi distinti.

I primi testi in volgare italiano
I primi documenti scritti in una lingua vicina all’italiano risalgono al 960 d.C.: si tratta dei celebri Placiti Cassinesi, atti giuridici legati a una disputa territoriale tra alcuni proprietari e il monastero benedettino di Montecassino. Questi testi sono particolarmente importanti perché mostrano, per la prima volta nella storia della lingua Italiana l’uso della lingua parlata dal popolo in un documento scritto.

Storia della Lingua ItalianaLa nascita della letteratura in volgare
A partire dal XIII secolo, il volgare cominciò a conquistare spazio anche nella letteratura, soprattutto nella poesia. Un ruolo fondamentale fu svolto dai Poeti della Scuola Siciliana, che promossero l’uso di una lingua non latina per esprimere temi amorosi e cortesi. Successivamente, anche in Toscana, il volgare raggiunse una maturità straordinaria grazie a figure come Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca.

Le basi dell’italiano moderno
Dal punto di vista storico e linguistico, il toscano colto utilizzato da Dante, Petrarca e Boccaccio può essere considerato il fondamento dell’italiano moderno. Tuttavia, il percorso verso una lingua condivisa non fu immediato.
Fu solo dalla seconda metà dell’Ottocento che scrittori, intellettuali e uomini di cultura iniziarono ad adottare in modo più sistematico il modello toscano.

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