Fiesole e le colline attorno a Firenze

La cittadina di Fiesole si trova su una collina alle spalle di Firenze e per raggiungerla si percorrono alcune delle strade panoramiche più affascinanti del capoluogo toscano.

I primi insediamenti umani risalgono all’epoca degli Etruschi, il misterioso popolo che giunse in Italia dall’odierna Turchia. Ma è sotto il dominio di Roma che Fiesole diventò il principale centro abitato della zona, almeno fino all’ascesa della vicina Firenze. Tracce di quel periodo sono tutt’ora visibili: una su tutte, lo splendido teatro romano costruito seguendo la pendenza del terreno.

Dal Rinascimento in poi molte famiglie nobili scelsero questo colle per costruirci le loro residenze di campagna. Oggi è possibile contare più di 30 ville a Fiesole, edifici di pregio circondati da verdeggianti e curati giardini.

È meta di numerosi turisti e, nei weekend di primavera-estate, anche dei fiorentini che “salgono” quassù per prendere un gelato artigianale e godersi il panorama.

Ma quella di Fiesole non è l’unica collina che sorge attorno a Firenze. Il lato opposto della città è ombreggiato, difatti, da Arcetri (passata alla storia per essere stata il luogo in cui fu confinato Galileo Galilei), Poggio Imperiale, dove si trova una delle ville di Firenze entrate in possesso dei Medici, ed infine Bellosguardo, il cui appellativo già ne indica la principale caratteristica.

E se ancora dubitiamo del fascino di una villa sulle colline di Firenze…ricordiamoci di Enrico Caruso che, ad inizio Novecento, ne acquistò addirittura due.

 

 

 

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Firenze sotto le feste

Nel mese di dicembre Firenze ha un’aria magica. Il Natale si avvicina e lo si percepisce un po’ dovunque. Le strade si riempiono di luminarie festose, diverse per ogni quartiere, colorando tutta la città.

Le piazze ospitano per diversi giorni i mercatini natalizi, dove le bancarelle offrono i più svariati prodotti: oggetti artigianali, cibo, bevande calde e tanto altro ancora. Tra questi uno dei più famosi è sicuramente il mercatino internazionale di Santa Croce, che ormai è parte della tradizione cittadina, con le sue tipiche casette in legno in cui si possono trovare specialità artigianali e gastronomiche provenienti da diverse zone del mondo.

Un’altra tradizione è il grande albero di Natale collocato in Piazza Duomo, che viene acceso durante la cerimonia ufficiale l’8 dicembre, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione; vicino all’abete, sul sagrato della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, viene allestito il Presepe composto da statue di terracotta realizzate a mano, che rimane nella piazza fino al 6 gennaio, giorno dell’Epifania, ultimo giorno di questo magico periodo di feste.

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Cenni storici della nascita della lingua italiana a Firenze

Dante Alighieri è considerato il primo grande poeta della lingua italiana, nonostante già i primi componimenti poetici in lingua volgare risalgono a Francesco d`Assisi e Jacopone da Todi . Dante Alighieri adottò per molti dei suoi scritti la lingua della borghesia comunale colta di Firenze, a cui inserì in modo creativo i gerghi, i linguaggi specialistici, i particolarismi di élite, e le citazioni di lingue straniere che risuonavano nella società del tempo. Dante Alighieri è il simbolo di una cultura di partecipazione che animava la vita dei Comuni: argomento di confronto fu la stessa lingua letteraria da adottare, il De vulgari eloquentia, dove il letterato analizza in modo scientifico la questione del volgare, rivolgendosi in latino ai massimi intellettuali dell`epoca. E così il fiorentino, o più in generale il toscano, viene ancora portato entusiasticamente a esempio di italiano `corretto` nonostante Dante individuasse genericamente nel volgare dei letterati, provenienti da ogni città italiana senza appartenere a nessuna, la soluzione da adottare. Nel Rinascimento, varie correnti si definirono propugnando differenti soluzioni: tra le posizioni autorevoli, quella dei `puristi` riunitisi attorno alla figura di Pietro Bembo (1470-1547), che volevano ripristinare la lingua illustre del Trecento. Pur tuttavia una lingua moderna standard cominciò ad affermarsi nel XIX secolo. Alessandro Manzoni (1785-1873) lottò contro il toscano per conferire al suo stile di scrittura un più ampio fascino `nazionale` nella stesura della sua opera più importante, I promessi sposi . In effetti, ciò che propose Manzoni fu di adottare il fiorentino parlato dalle persone colte: in sostanza, scelse dei personaggi popolari della Lombardia, ambientò la storia in quei luoghi e dopo aver “sciacquato i panni in Arno”, li fece parlare con l`idioma toscano.

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Cucina Italiana: Bastoncini di pesce e patate dolci al forno

Ingredienti
4 patate dolci 700 g
2 albumi
1 cucchiaino sale 4 g
pepe macinato [facoltativo]
1 cucchiaio olio d’oliva 15 mL
carta da forno
4 filetto di rombo 700 g
85 mL maionese
125 mL pangrattato 65 g
1/2 cucchiaino pepe di Cayenna 1 g
1 cucchiaino origano fresco 1 g
1 pizzico sale [facoltativo] 0.1 g
olio spray
125 mL Salsa tartara 125 mL

Metodo
Preriscaldare il forno a 230°C. Foderare con carta forno una placca capiente e una pirofila. Preparare il pesce per i primi 15 minuti di cottura delle patate dolci e cuocerlo durante gli altri 15 minuti di cottura delle patate stesse.

Patate dolci al forno

1. Patate dolci al forno

2. Pelare le patate dolci e tagliarle a bastoncino di circa 1×8 cm. È importante che questi bastoncini siano di ugual dimensione perché si cuociano in modo uniforme.

3. In un piatto fondo sbattere l’albume con l’olio, il sale e il pepe a piacere. Aggiungere i bastoncini e ricoprirli bene con questo composto. Adagiarli in seguito sulla placca in un unico strato senza ammucchiarli dal momento che devono essere cotti arrosto e non a vapore.

4. Posizionare la placca nella parte inferiore del forno. Cuocere per 15 minuti, dunque, girare i bastoncini una volta e continuare con la cottura per altri 15 minuti.

Pesce al forno

5. Ridurre il pesce a bastoncini di circa 4×8 cm.

6. Preparare 2 piatti fondi: mettere nel primo la maionese; nel secondo mescolare il pangrattato, il pepe di Cayenna, l’origano e sale a piacere. Passare un bastoncino di pesce alla volta prima nella maionese, poi, nel composto di pangrattato assicurandosi di coprire bene tutti i lati.

7. In seguito, adagiare i bastoncini sulla pirofila. Vaporizzare d’olio ciascun pezzo. Posizionare la pirofila nella parte superiore del forno, ovvero, sopra la placca con i bastoncini di patata dolce, e cuocere per 15 minuti.

8. Tirar fuori dal forno il pesce e le patate. Servire subito con la salsa tartara accanto.

Se volete saperne di più sulla cucina italiana o vorreste frequentare un corso per approfondire le conoscenze con un vero chef, date un’occhiata ai nostri corsi di cucina italiana!

Cucina Italiana: La Colomba di Pasqua

La Colomba di Pasqua è un dolce di origine italiana, servita tradizionalmente a Pasqua. Ecco qui la ricetta!

INGREDIENTI:
500 g di farina
160 g di burro
130 g di zucchero
50 g di lievito di birra
3 uova
150 g di canditi misti (uvetta, cedro e arancia a cubetti)
mandorle dolci q.b.
granella di zucchero q.b.
5 g di sale

PREPARAZIONE:
Sciogliere il lievito con poca acqua tiepida, impastare con questo metà della farina; porre a lievitare in luogo caldo la pasta così ottenuta dentro una scodella infarinata.
Quando la pasta avrà raddoppiato il proprio volume, metterla in un recipiente più grande ed unire il resto della farina, le uova sbattute, il burro fatto sciogliere, lo zucchero ed il sale.

Lavorare con cura la pasta finché non si stacchi da sola dalle pareti del recipiente, coprire con un tovagliolo e far lievitare per un’ora circa.

Unire alla pasta l’uvetta ed i canditi, precedentemente infarinati e setacciati, porre l’impasto in uno stampo a forma di colomba e decorare con le mandorle, quindi spennellare con uovo sbattuto e cospargere di granella di zucchero.

Cuocere a forno medio per 20-25 minuti.

Se volete imparare questa e molte altre ricette tipiche della nostra cucina, l’Istituto Galilei offre corsi di cucina italiana a Firenze, durante tutto l’anno!

Degustazione di vini a Firenze

I vini Fiorentini e Toscani sono estremamente famosi in tutto il mondo, grazie alle zone di produzione vinicola che circondano la città di Firenze, come la più famosa: il Chianti.

Due delle principali famiglie nobili di Firenze, Antinori e Frescobaldi, hanno iniziato a produrre vino 8 secoli fa, e tra di loro c’è sempre stato un rapporto di estrema rivalità.

A Firenze potrai visitare una “Cantina” per godere di una deliziosa degustazione di vini o una “Enoteca” per fare un tour della produzione del vino. In questi locali avrai la possibilità di provare: Chianti Classico, Brunello di Montalcino e molti altri vini!

Qui di seguito alcune foto dei nostri clienti:

Se volete assaggiare dei vini italiani deliziosi, vi consigliamo le nostre degustazioni a Firenze!

website: www.galilei.it

Istituto Galilei

Tra tutte le scuole di lingua e cultura italiana per stranieri in Italia, l’istituto Galilei è una delle più prestigiose.

La scuola di lingua italiana, fondata nel 1985 nel centro di Firenze, fornisce servizi linguistici di alta qualità, aperti a privati e dipendenti di compagnie multinazionali che hanno bisogno di imparare la lingua italiana in tempi notevolmente brevi o di perfezionarla ai massimi livelli. Per poter garantire risultati concreti in poco tempo l’Istituto Galilei si è specializzato in corsi individuali e per piccoli gruppi con massimo 4 partecipanti per classe.

In pochissimi anni, la qualità dei nostri corsi, l’affidabilità dei programmi e l’attenzione rigorosa all’individuo e ai suoi bisogni linguistici, ci hanno consentito di collaborare con le maggiori aziende del mondo, molte delle quali sono diventate nostri clienti abituali.

Oggi, la scuola offre anche corsi di cultura italiana, individuali e per piccoli gruppi: corsi di storia dell’arte, di cucina italiana e di disegno & pittura (tenuti in italiano, inglese e su richiesta anche in altre lingue). Grazie a questi corsi, l’Istituto Galilei offre un servizio completo, che spazia dalla lingua agli aspetti più caratteristici della cultura italiana.

Istituto Galilei

Firenze curiosa: Caffè storici di Firenze

Conoscere Firenze, attraverso i suoi palazzi, i suoi monumenti e i suoi musei è certamente un modo efficace per scoprire il fascino della città medicea, rimasto intatto nel corso dei secoli. Visitare i suoi caffè storici, però, equivale a rubare parte della sua anima e della sua storia. Si scoprirà così che la fortuna di alcune delle vie e delle piazze più famose di Firenze è legata proprio a questi importanti luoghi d’incontro. È questo il caso di Piazza della Repubblica, una delle più belle piazze di Firenze. Al contrario di quello che si può pensare la sua fama non viene però dall’architettura e dal suo famoso arco, ma dai caffè letterari che le fanno da cornice: il caffè Le Giubbe Rosse, il caffè Gilli e il Caffè Paszkowski. Tutti e tre in misura diversa coinvolti in uno dei maggiori fenomeni culturali del XX secolo, il Futurismo, movimento artistico e letterario all’insegna dei miti della modernità: forza, velocità e potenza, come incarnazioni della tecnica e del progresso.

Le Giubbe Rosse
Il caffè Le Giubbe Rosse del 1827, prende il nome dagli abiti dei camerieri che portavano, appunto, delle giubbe rosse e nei primi anni del ‘900 era la meta preferita di molti intellettuali dell’epoca. Tuttavia, dopo la pubblicazione del Manifesto Futurista del 1909 divenne sede fissa dei futuristi fiorentini e in particolare di Tommaso Filippo Marinetti, Umberto Boccioni e Carlo Carrà, trasformandosi successivamente in un luogo di incontro per letterati e artisti italiani e stranieri. Era stato inizialmente un circolo scacchistico – si narra che ospitò Lenin – e non perderà mai veramente questa sua vocazione. Nel periodo tra le due guerre mondiali ospita la famosa rivista “Solaria” che farà conoscere agli italiani scrittori come Joyce, Kafka e Virginia Woolf.

Le sue pareti accolgono tutt’oggi mostre personali e s’adornano di quadri futuristi e neo-futuristi in un ambiente elegante, ma informale dove è possibile degustare piatti tipici della cucina fiorentina. Molte sono anche le foto, i disegni e le memorie dei suoi celebri frequentatori. È ancora oggi un polo della cultura e dell’arte.

Caffè Concerto Paszkowski
Il Caffè Concerto Paszkowski nacque nel lontano 1846 come birreria,ma divenne presto un Caffè Concerto dove si esibiva la famosa banda Paszkowski e una, rarissima per l’epoca, orchestra femminile. Anche questo caffè-birreria divenne presto luogo d’incontro dei protagonisti della letteratura e dell’arte del ‘900; nel primo dopoguerra la sua vocazione musicale si rivolgerà decisamente verso il cabaret. Ancora oggi questa antica tradizione musicale è ben rappresentata dagli artisti che lì si esibiscono. Vi si svolgono anche convegni e sfilate di moda, mentre le sue sale da tè rappresentano una meta obbligata per gli stranieri in visita che vogliono concedersi una sosta. Dal 1991 è stato dichiarato monumento nazionale.

Caffè Gilli
A inizio secolo anche il Caffè Gilli diviene un elegante caffè letterario, frequentato da artisti e intellettuali come Marinetti e Ardengo Soffici. Una caffetteria in stile Belle Époque con pareti color avorio, lampadari di Murano, soffitti affrescati ed archi che confermano il buon gusto e l’accoglienza dei fiorentini.

Moltissime le testimonianze fotografiche di artisti internazionali immortalati all’interno delle sue sale. Ma è all’esterno del Caffè Gilli che venne scattata la famosa fotografia di Ruth Orkin, intitolata American girl in Italy 1951. La foto, che ritrae la ventitreenne americana Ninalee Craig camminare sul marciapiede davanti al bar, circondata dagli sguardi ammirati dei suoi giovani frequentatori, è divenuta nel tempo una conosciutissima icona del cinema e della fotografia.

fonte: Italia.it

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Firenze curiosa:

credits for the video: Around The World 4K

Firenze è una delle città d’arte più importanti e affascinanti d’Italia, visitata ogni anno da una moltitudine di turisti provenienti dal mondo intero.
Florentia: questo è il nome antico dell’attuale Firenze, la città che ha attraversato e segnato la storia del nostro Paese  e dell’Europa e non a caso è stata capitale d’Italia per alcuni anni. Culla della cultura e delle lingua italiana, è considerata anche il simbolo del Rinascimento, poiché ha vissuto il suo massimo splendore nei secoli XV e XVI, quando si è contraddistinta per il suo potere politico e la ricca fioritura culturale e artistica.
Durante la dinastia dei Medici e in particolare sotto la Signoria di Lorenzo il Magnifico e di Cosimo I, la città è stata tra i centri culturali più importanti d’Europa.

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Cucina Italiana: Italia, il paese del gusto

L’Italia è da sempre sinonimo del mangiar bene: un’esplosione inconfondibile di gusti, sapori e profumi. La sua cucina, più rinomata al mondo,  propone più di ogni altra un’incredibile varietà di piatti e di ricette diverse per ogni comune, provincia, regione.

cucina italiana

Da non perdere gli itinerari del gusto, un viaggio nella cultura gastronomica italiana, alla ricerca di sapori antichi, prodotti genuini, cibi semplici che si rifanno alla cucina classica o propongono piatti innovativi ispirati alla tradizione.

Il famoso Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma o San Daniele, l’aceto balsamico di Modena, il pesto alla Genovese, la mozzarella di bufala campana, il tartufo di Alba sono solo alcuni dei prodotti che fanno del Bel Paese la terra del gusto. E come dimenticare la pasta o la pizza che in tutto il mondo sono sinonimo di Italia?

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